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Sab, Dic

L'indotto Mittal implode, Castiglia licenzia 200 operai

L'indotto Mittal implode, Castiglia licenzia 200 operai

Economia

Il clima d'incertezza che caraterizza Arcelor, così come anticipato da CosmoPolis nei giorni scorsi, ha nei fatti innescato un effeto a catena. Siamo agli albori di una tempesta perfetta per l'asfittica - e morente - economia tarantina?

L’impresa Castiglia avvia le procedure di licenziamento per 200 operai. Come anticipato da CosmoPolis nell’articolo dello scorso 13 luglio “Cimitero industriale”, il clima d’incertezza che caratterizza la più grande fabbrica presente sul territorio ha di fatto innescato un effetto a catena. Se Arcelor Mittal non ha contezza circa il proprio futuro produttivo, almeno per ciò che concerne la sua permanenza nel capoluogo jonico, di rimando è l’intero sistema dell’indotto ad andare in crisi. A non nutrire più certezze per l’avvenire. A dover chiudere battenti o, comunque, a ridurre drasticamente la propria forza-lavoro. Scudo penale, interventi della magistratura, consistente calo internazionale della domanda di acciaio: il combinato disposto di questi tre fattori rischia di rivelarsi esiziale per la morente – e asfittica - economia tarantina: sia nel breve che nel medio periodo. Siamo solo all’inizi di altri provvedimenti del genere che, presto, potrebbero prendere forma; sono molte, infatti, le imprese del sistema dell’appalto ad interrogarsi in questi giorni, a chiedersi come poter andare avanti, con quali garanzie. Colpa di una politica assente, confusionaria, incompetente e supponente, e di relazioni industriali vetuste, da svecchiare in un quadro giuslavoristico di stampo riformista, la situazione è sfuggita di mano. Il lavoro che non c’è – o che ti viene tolto – acuisce una crisi economica dagli esiti incalcolabili. Siamo agli albori di una tempesta perfetta?