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Ven, Ago

Caporalato, CIA Due Mari: "Ecco come innescare un circolo virtuoso"

Caporalato, CIA Due Mari: "Ecco come innescare un circolo virtuoso"

Economia

L’organizzazione ha consegnato quest’oggi in Prefettura un articolato documento. Tra i temi affrontati le precarie condizioni delle aziende del settore e la questione Xylella che di recente  ha invaso le campagne della provincia di Taranto

“Criminalizzare gli agricoltori non solo non è utile, ma è anche dannoso: mettiamo le aziende agricole nelle condizioni di lavorare e di dare lavoro e vedrete che sviluppo e occupazione ricominceranno a crescere”.

È questo il messaggio che Pietro De Padova e Vito Rubino, rispettivamente presidente e direttore provinciali di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), hanno condiviso nell'incontro di stamattina (14 agosto 2019) con il vice Prefetto Mario Volpe e il Capo di Gabinetto Maria Luisa Ruocco, in Prefettura, dove l'organizzazione è stata convocata per fare il punto sulla situazione inerente al caporalato.

“Lo sfruttamento dei lavoratori è inaccettabile, sempre – ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Due Mari, Pietro De Padova – Così com'è inaccettabile il clima di ipocrisia e di caccia alle streghe che getta cortine fumogene su un dato inoppugnabile: oggi, in Italia, e nel Sud in particolare, per le imprese creare reddito e occupazione è un percorso a ostacoli”. Consegnato dall’organizzazione nel corso dell'incontro in Prefettura un documento articolato.

“In provincia di Taranto, il comparto agricolo rappresenta un forte traino per l'intera economia. Nonostante il settore agricolo tarantino sia cresciuto negli ultimi anni in termini di quantità e qualità, diverse sono le criticità che stanno mettendo in crisi migliaia di aziende agricole joniche”, si legge nel documento.

Burocrazia asfissiante, un regime rigido sui contratti di lavoro incapace di sostenere domanda e offerta e di adattarsi alle esigenze dettate dalla stagionalità e all'andamento dei raccolti, nessuna azione efficace per riequilibrare i rapporti di forza con la parte industriale e la Grande Distribuzione. “È su questo che la politica deve darci risposte, altrimenti la guerra al caporalato rischia di essere una lavata di faccia”. Ha spiegato Vito Rubino.

 Dare forza alla stragrande maggioranza delle aziende virtuose: questa è la strada indicata dal documento presentato da CIA Due Mari in Prefettura. Le sempre più frequenti calamità, la Xylella e la situazione di stallo del PSR, negli ultimi due anni non hanno fatto che indebolire le aziende agricole del Tarantino.

“Se l'agricoltura produce reddito per le aziende, le aziende sono messe nelle condizioni di assumere, di creare lavoro, di dare occupazione a migliaia di persone e futuro alle loro famiglie. – prosegue - Il caporalato può essere sconfitto, ma più dell'approccio repressivo è necessario un quadro di regole che permetta flessibilità, reale abbassamento del costo del lavoro, meno burocrazia. È necessario armonizzare i flussi migratori in relazione ai fabbisogni delle aziende, scaglionando l'ingresso dei lavoratori extra-comunitari e tenendo conto della stagionalità delle colture, in modo da garantire manodopera con la giusta tempistica”.

E per il contrasto al caporalato, l’associazione ribadisce: “Le imprese agricole, in molti casi, si trovano ad affrontare problemi e lacune di sistema che vanno al di là della loro volontà di seguire le regole”.

Da qui necessaria risulta la lotta all'illegalità che passi attraverso “regole realmente condivise, una visione più ampia del ruolo fondamentale ricoperto dagli agricoltori non solo economicamente e dal punto di vista occupazionale, ma anche dal punto di vista sociale e culturale”.

“È inammissibile, infatti, che un lavoratore agricolo debba sottoporsi, con aggravio di costi per le aziende agricole, a visite mediche per ciascuna azienda nella quale è assunto per il concomitante periodo. Serve attuare una sorta di 'libretto medico del lavoratore' che il lavoratore porti con sé e che attesti, per un periodo prestabilito di tempo, il suo stato di salute, indipendentemente dalla azienda presso la quale lavora. – conclude Cia Due Mari - Anche nello svolgimento delle visite mediche dei lavoratori, sarebbe quanto meno opportuno che una valutazione preventiva dello stato di salute del lavoratore venisse rilasciata dal medico curante del lavoratore stesso che conosce le reali condizioni di salute del soggetto, a garanzia anche delle dichiarazioni che il lavoratore rilascia in sede di visita dal medico del lavoro”.