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Gio, Ott

Ex Ilva lavoratore licenziato, Usb Taranto: “Atto inqualificabile”

Ex Ilva lavoratore licenziato, Usb Taranto: “Atto inqualificabile”

Economia

Il coordinatore Francesco Rizzo stigmatizza il comportamento di ArcelorMittal: “Gli impianti cadono a pezzi e ci sono problemi di sicurezza. Il loro un gesto politico”

“Atto illegittimo, pretestuoso, in poche parole inqualificabile quello compiuto da ArcelorMittal”. Cosi il coordinatore provinciale Usb Taranto, Francesco Rizzo commenta la scelta del gruppo di licenziare un delegato Usb impiegato presso i parchi minerali. “E stata una risposta all’organizzazione in virtù della nostra opposizione alla strategia adottata dall’azienda in virtù di mancati investimenti – prosegue Rizzo – Al di là di spot pubblicitari o fallaci dichiarazioni. All’atto pratico gli impianti crollano a pezzi e non è con premi ai lavoratori durante gli scioperi che risolvi i problemi della sicurezza. C’è bisogno di investimenti”.

Il braccio di ferro tra sindacato e azienda prosegue, dal canto suo lo stesso Gruppo nei giorni scorsi ha diramato una nota a difesa della scelta effettuata e motivata come “normale procedura disciplinare” a fronte di un'assenza “non comunicata” e “senza alcuna causa di impedimento”.

“Il messaggio è chiarissimo a tutti i lavoratori della fabbrica. – aggiunge Rizzo - Perché fai un licenziamento di questa portata in un momento in cui dovresti essere sotto accusa perché hai pagato i lavoratori dando loro 500 euro di “premio minimo” per non partecipare ad uno sciopero all’indomani della tragica morte di Mimmo Massaro (l’operaio 31 enne deceduto lo scorso luglio per via della caduta dalla gru sulla quale stava lavorando ndr). Una cosa non tollerabile sia dal punto di vista contrattuale, ma soprattutto morale”.

Ora secondo Rizzo ArcelorMittal imputa ad un dipendente “un fatto di per sé non grave, dimenticando che sulla busta paga hanno scritto sciopero, detraendogli anche la giornata”. “Questa una delle tante cose strane – aggiunge – chiara dunque la risposta politica. Probabilmente – conclude il sindacalista - ce la stanno facendo pagare per vie delle nostre denunce e segnalazioni. Ma non è possibile fare passare il messaggio che i proprietari possano fare ciò che vogliono. Questo dovrebbero far intendere le organizzazioni sindacali unitamente”.