07
Ven, Ago

Crisi indotto ex Ilva, “ArcelorMittal diserta la Commissione”

Crisi indotto ex Ilva, “ArcelorMittal diserta la Commissione”

Economia

Al centro quest’oggi in Regione la questione della crisi dell’indotto ex Ilva. Circa 700 lavoratori rischiano il proprio posto. Borraccino chiede la convocazione urgente di un tavolo al MiSe. Intanto Perrin addita l’assenza del gruppo: “Un brutto presagio, evidente disattenzione verso una situazione delicata”. Liviano: "Facciamo il tifo per il sistema economico locale e per tutte le imprese del territori"

 Quest’oggi si è riunita la IV Commissione consiliare sulla Crisi delle Aziende dell'indotto ex IIlva. “La decisione di ArcelorMittal di rivedere al ribasso la situazione dell'indotto-appalto a Taranto, tagliando i costi mediamente del 40 per cento, come sostengono Confindustria Taranto e i Sindacati, riducendo il numero delle imprese e gestendone una quota attraverso la AGS (Alliance Green Service), sta provocando seri problemi. – ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico, Mino Borraccino - Qualche giorno addietro ha avuto luogo presso l'ARPAL Puglia l'incontro per definire le modalità di passaggio dei lavoratori dall'impresa Castiglia alle nuove cinque imprese aggiudicatrici dell'appalto. Nella discussione è emersa chiaramente la volontà delle imprese, compresa la AGS – Società controllata da ArcelorMittal - di assumere il personale attualmente impiegato a condizioni peggiorative, attraverso il cambiamento dal CCNL del settore Metalmeccanico (che prevede maggiori tutele dal punto di vista del salario e dei contributi), al CCNL del settore Multiservizi,  nettamente meno garantista. Ciò, nonostante che ArcelorMittal, impresa committente, - spiega  Borraccino - si fosse impegnata, anche attraverso comunicati stampa ufficiali, a garantire nei cambi di appalto la conservazione delle condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori interessati”.

“ArcelorMittal ha effettivamente dichiarato a più riprese che vuole continuare a collaborare con il territorio, le imprese locali, le associazioni imprenditoriali e tutti gli altri stakeholder, in modo da favorire la trasparenza e la competitivita' per raggiungere l'obiettivo di fare impresa in modo trasparente, competitivo e sostenibile. – aggiunge - A proposito dell'occupazione, ArcelorMittal ha anche specificato che nel caso in cui sia stato nominato un nuovo fornitore, il trasferimento dei dipendenti dal precedente al nuovo fornitore avverrà in relazione al rispettivo contratto collettivo di lavoro. Invece, si continuano a registrare problemi”.

A tal riguardo dall’assessore l’impegno a scrivere al MiSe “per chiedere la convocazione urgente di un tavolo per affrontare la questione” e dalla Regione “ogni sforzo perché venga garantito il posto di lavoro e l'inquadramento contrattuale appropriato”.

Eppure quest’oggi grande assente risulterebbe essere proprio il Gruppo franco-indiano. Critico il consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini. “Fra una settimana, il 30 settembre, circa 700 lavoratori dell'indotto ex ILVA potrebbero restare senza lavoro. La tanto vituperata politica una volta tanto sta tentando di trovare una soluzione con le uniche armi a disposizione: fare da mediazione fra i nuovi proprietari, Arcelor Mittal, e le parti sociali. – precisa Perrini - Insomma, tutti coloro che possono mettere in campo azioni idonee a non aggravare una crisi industriale che sembra allargarsi a macchia d'olio. Nei giorni scorso ho anche allertato il prefetto di Taranto, Antonella Bellomo, perché anche il governo nazionale faccia la sua parte e sia pronto a fronteggiare una mobilitazione di centinaia di operai disperati. Per questo oggi la speranza, - aggiunge -era quella di avere in Commissione la presenza della proprietà e di altre parti sociali proprio per cercare insieme delle soluzioni. La loro assenza è stata davvero un brutto presagio un segno di disattenzione verso i consiglieri regionali, ma ancor peggio nei confronti di tanti disperati che chiedono solo di poter continuare a lavorare. Per altro sarebbe stato opportuno chiarire anche il mancato inserimento della salvaguardia dei posti di lavoro nei nuovi contratti di appalto”.

Secondo il consigliere “la società ha preso tempo e insieme a Confindustria ha chiesto di rinviare alla prossima settimana l'incontro. Praticamente quando i dipendenti si ritroveranno già in mezzo alla strada e, forse, sarà già troppo tardi”.

"Facciamo il tifo per il sistema economico locale, per tutte le imprese del territorio e ovviamente per tutti i dipendenti e ci sta a cuore che neanche un posto di lavoro dell'indotto Arcelor Mittal venga perso”. Cosi Gianni Liviano, consigliere regionale, al termine della Commissione Attività economiche di oggi. “Per questo, per amore del territorio, ho chiesto al presidente della Commissione, Donato Pentassuglia, di audire le associazioni economiche di Taranto, rappresentative delle imprese dell'indotto, la Camera di Commercio e la stessa Arcelor Mittal, impresa committente. L'ho fatto per favorire, attraverso la mediazione della politica, il dialogo e il confronto tra le parti. Siamo a favore del sistema locale, ma - aggiunge Liviano - occorre creare le condizioni affinchè questo sia competitivo sul mercato. Riteniamo che la Regione Puglia debba impegnarsi per favorire la crescita e la valorizzazione di un sistema economico sul territorio Tarantino che si confronti, che dialoghi e che riesca, lavorando insieme a costruire economie e a presentarsi competitivo sul mercato”