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Taranto, Area di Sviluppo Industriale: oltre 9 mln di euro

Taranto, Area di Sviluppo Industriale: oltre 9 mln di euro

Economia

Borraccino: “Dalla Regione finanziamenti alle A.S.I. pugliesi per la loro riqualificazione al fine di attrarre nuovi investimenti”

Destinati importanti investimenti all'Area di Sviluppo Industriale di Taranto. A comunicarlo l’assessore allo Sviluppo economico, Mino Borraccino questa mattina presso il Centro Incubatore ASI di Taranto, assieme al presidente dell'A.S.I. jonica, Costanzo Carrieri, per discutere in merito ai recenti finanziamenti attribuiti all'Area di Sviluppo Industriale di Taranto.

La Regione lo scorso settembre “ha assegnato - spiega l’assessore - cospicui finanziamenti alle A.S.I. (Aree di Sviluppo Industriale) pugliesi per la loro riqualificazione, finalizzata all'attrazione di nuovi investimenti”. “Un contributo di 9 milioni e 650mila euro, - sottolinea Borraccino - che saranno utilizzati per la realizzazione di due progetti: la creazione di un complesso industriale per attività artigianali a Massafra e la rilevazione dell'Incubatore preesistente per la creazione di un Centro innovativo per start up. In particolare, a Massafra il finanziamento interesserà i capannoni dei maestri cartapestai. – aggiunge - Questo provvedimento, che si aggiunge a quello già destinato in particolare al D.U.C. (Distretto Urbano del Commercio), è finalizzato a promuovere lo sviluppo locale, che come è noto vede nella filiera della cartapesta un settore importante per un territorio che intende valorizzare la lunga tradizione del Carnevale, con la relativa sfilata dei carri allegorici”. Sarà anche possibile formare i tecnici “che saranno chiamati a dare continuità e a innovare le produzioni locali, creando un ecosistema basato sulla sostenibilità economica e ambientale”.

“Nell'Incubatore sono allocate 35 imprese con oltre 550 addetti, il che costituisce un ulteriore aiuto concreto al sistema delle piccole e medie imprese locali. – precisa infine l’assessore - Si tratta di investimenti importanti, anche perché non hanno impatti negativi sull'ambiente e sono in grado di produrre nuova occupazione”.