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Mar, Mar

E' la sanità tarantina, bellezza!

E' la sanità tarantina, bellezza!

Editoriali di Vincenzo Carriero

Per essere il Moscati nei desiderata di Rossi - e del governatore Emiliano - un centro di eccellenza per la cura dei tumori, siamo messi davvero bene. E intanto i giudici amministrativi denunciano una condotta irregolare dell'Asl jonica per la mancata opposizione a tre decreti ingiuntivi, il cui valore ammonta ad 8 milioni di euro, per il conteggio dei ricoveri effettuati alla Clinica San Camillo

E’ la sanità tarantina, bellezza! Quella gestita dal dottor/direttore generale, Stefano Rossi. L’Ospedale in questione è il Moscati. Il reparto importa meno, non vogliamo mettere nei guai la nostra fonte. Per essere nei desiderata dello stesso Rossi – e del governatore Emiliano – un centro di eccellenza per la cura dei tumori, siamo messi davvero bene. Cosa c’entri l’eccellenza con l’immagine che vi proponiamo (altre, dello stesso tenore, sono in nostro possesso) è un arcano difficile da comprendere. Neanche nel Borundi è facile imbattersi in uno squallore del genere. Con tutto il rispetto per il Borundi, s’intende. Altro che cura del malato, dignità della persona, moderna diagnostica e altre amenità del genere. Lo abbiamo scritto, continueremo a farlo nonostante le “attenzioni” giudiziarie che il dottor/direttore Stefano Rossi ci destina ad ogni nostro scritto e servizio televisivo. La sanità a Taranto è, sotto molti versi, una non-sanità. Una sanità da Terzo-Mondo (ci perdonino, nuovamente, gli amici del Borundi!). Colpa anche di un Piano di riordino ospedaliero targato da quel fenomeno che la Storia, sempre assai benevola con noi, ha voluto regalarci. Big Michele, in scia con una vulgata che raccoglie molti favori, che fa proselitismi a destra e a manca, svuota l’offerta sanitaria del pubblico a favore dei privati con quel Piano. A dominare la scena nella cura del malato sono – e saranno sempre più nel prossimo futuro – cliniche, case di cura e poliambulatori riconducibile a Caio o a Tizio. Basti guardare l’esempio delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) nate come funghi in Puglia in questi ultimi anni, incrementate ulteriormente dalle decisioni assunte dalla giunta regionale con il Bilancio del 2018,  riconducibili ad una nota e ben circoscritta imprenditoria socio-sanitaria… E di ieri, intanto, il pasticcio dell’Asl di Taranto sui ricoveri effettuati alla Clinica San Camillo (ci risiamo, con il privato…) per un valore di 13 milioni di euro. I giudici amministrativi contestano alla gestione del dottor/direttore generale Stefano Rossi - e dei suoi collaboratori - la mancata opposizione a tre decreti ingiuntivi per un valore di 8 milioni di euro. “Con la vostra condotta – si legge nella nota predisposta dal Tar di Lecce -  avete sanato ogni irregolarità”.