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Lun, Gen

Ai baresi piace (il) San Cataldo

Editoriali di Vincenzo Carriero

Politica&affari, gli intrecci e le triangolazioni che conducono al nuovo ospedale di Taranto. I levantini hanno deciso di invadere lo Ionio. Sono presenti ovunque, altro che noi: litigiosi e dormienti. Evviva la Storia che replica se stessa e, per questa singolare ragione, si consegna alla farsa

San Cataldo fa gola a molti. Non il santo irlandese patrono della città dei due mari, ma il nuovo ospedale che dovrebbe sorgere nella zona della Salina Grande. I baresi ne vanno matti; anche più degli stessi tarantini. Il Policlinico rappresenta il passato, una sanità vetusta. Chi vuole abbracciare la “modernità” deve spostarsi sullo ionio senza perdere tempo, ripete all’unisono la furbacchiona borghesia della città adriatica. Levantini fin dentro al midollo, i nostri cugini. Bravi loro, stupidi sino alla morte noi. Ad aggiudicarsi l’appalto, infatti, prima che la sentenza del Tar azzerasse tutto, è stata la Debar di Domenico De Bartolomeo: presidente barese di Confindustria Puglia. Un Ati (associazione temporanea d’imprese) nella quale figura anche la Ru.Ca. srl dell’ex consigliere comunale – sempre di Bari – e regionale dell’Udeur, nonché ex componente del Cda di Aqp, Nicola Canonico. Chi ha aggiudicato i lavori? L’agenzia statale per lo sviluppo: Invitalia. Chi siede nella commissione di gara dell’organismo riconducibile al ministero dell’Economia? Elio Sannicandro, barese, ex assessore comunale all’Urbanistica con la giunta Emiliano. Altro che Roma, è Bari caput mundi… Ribasso d’asta del 24% e 399 giorni, invece che 1400, le credenziali - esibite dalle aziende di De Bartolomeo&company - non ritenute credibili dalla giustizia amministrativa per la realizzazione del San Cataldo. Colpisce il silenzio dell'Asl tarantina su questa singolare vicenda. Al direttore generale, Stefano Rossi, non spetterebbe vigilare sulle procedure di assegnazione per un'opera il cui valore supera i 160 milioni di euro? L’aggiudicazione dell’appalto, poi, è avvenuta due giorni dopo la vittoria di Decaro, eletto sindaco per la seconda volta, contro Pasquale Di Rella: ex presidente del Consiglio comunale barese nella prima giunta Decaro. Un candidato ritenuto da molti debole, passato da uno schieramento all’altro nel breve volgere di qualche giorno. Una sorta di vittima sacrificale al cospetto del più attrezzato presidente dell’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani). Sostenuto dagli imprenditori Canonico e Olivieri. Politica, imprenditoria, economia, mondo del credito. L’Ecole barisienne vuole fare affari su Taranto. Anche se nel frattempo è divenuta più “barisienne” e meno “ecole”. Ma questo è un altro discorso…