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Lun, Gen

Auguri, Taranto

Editoriali di Vincenzo Carriero

CosmoPolis è il giornale e la tv dei tarantini. Poi lo è anche dei pugliesi, degli italiani, degli europei e dei tanti popoli che animano la suggestiva opzione mediterranea. Ma l’ordine non è casuale, non potrebbe esserlo pena il suo fluttuare perenne nella terra dell’anomia accattona

Un giornale, una realtà editoriale – cresciuta tanto in questi primi nove anni di vita, più di quanto si potesse immaginare, anche per un’ottimista ad oltranza qual è il sottoscritto, grande e complessa come CosmoPolis - è tante cose assieme. E’ anzitutto lo speciale rapporto che lega il suo farsi informazione, il suo essere osservatorio critico e bonariamente supponente, mai allineato a chicchessia se non ai propri convincimenti e tare inconsce, alla città che le ha dato i natali. Allo spazio geografico e identitario con il quale misurare e misurarsi quotidianamente. CosmoPolis è il giornale e la tv dei tarantini. Poi lo è anche dei pugliesi, degli italiani, degli europei e dei tanti popoli che animano la suggestiva opzione mediterranea. Ma l’ordine non è casuale, non potrebbe esserlo pena il suo fluttuare perenne nella terra dell’anomia accattona. In questo particolare frangente storico, viviamo questa nostra presenza scenica con vocazione e amore. Nella critica che viene mossa alle locali – e presunte - classi dirigenti (sull’argomento in questione, avrò scritto più di un centinaio di articoli nel solo anno che sta per concludersi), alla loro inconcludenza parolaia, all’insipienza progettuale, al bipolarismo operativo, rientriamo a pieno titolo noi operatori dell’informazione. Siamo stati – e constatate le residue presenze che ormai contiamo sul territorio – e continuiamo ad essere più parte del problema che possibile soluzione dello stesso. La debolezza – o la forza – di un popolo è circolare, mai una linea retta. Siamo schiacciati da Bari e Lecce non solo per quel che concerne i temi della politica e dell’economia. Viviamo, da sempre, una sudditanza culturale che risiede anche nell’assenza di una stampa autorevole, propositiva, patriottica nella sua cifra civile e progressista. Tra gli psicoanalisti dei primi anni ’70, rinfocolati dall’esistenzialismo francese di personaggi come Jean-Paul Sartre, si era soliti utilizzare l’espressione “Essere ospiti in casa propria”, per indagare gli enigmi della mente umana. La versione nobile, da intellettuali radical chic, dell’amare sempre e comunque prima gli altri e poi se stessi. L’esegesi di San Cataldo non è peregrina, se ci pensate. Questa spirale perniciosa, poco dignitosa, va interrotta prima o poi. Iniziando semmai dai nostri piccoli comportamenti, dalla rivendicazione narcisistica e avanguardista di processi non legati soltanto al “qui e ora”. Questa la ragione per la quale nove anni fa decidemmo di far nascere il primo quotidiano online della nostra città. E poi la prima televisione con un palinsesto web e un telegiornale settimanale. CosmoPolis è l’informazione di chi alla sudditanza e alle genuflessioni remunerate preferisce l’orgoglio esibito. Anche sfacciato, se fosse necessario. Sempre a testa alta. Auguri, Taranto.