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Lun, Gen

Un Turco napoletano

Editoriali di Vincenzo Carriero

E' derby Taranto-Trani per l'investitura di Capitalia Italiana della Cultura nel 2021. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio si lascia scappare che il Governo sosterrà il capoluogo jonico. Il sindaco della cittadina barese minaccia di rivolgersi ai magistrati. Lunga vita alla Puglia litigiosa, in scia con il riverbero di una "Questione Meridionale" ancora lungi dal trovare soluzione

C‘è sempre un derby pugliese, un vulnes che finisce con il riguardare territori e mari (di là l’Adriatico, di qua lo Ionio) tra Taranto e il suo desiderio di essere nominata Capitale Italiana della Cultura. Parma lo sarà per l’anno appena iniziato. Quanto al 2021 sembra che la scelta, alla fine, potrà riguardare Taranto, per l’appunto, o Trani. Sono pugliesi, insomma, le due realtà più gettonate, quelle che avrebbero ai nastri di partenza i favori del pronostico. Quando concorrevamo, senza crederci neanche tanto poi, per la nomination a Capitale Europea della Cultura (attribuita a Matera, alla fine), a farci ombra furono i nostri simpatici cugini leccesi: falsi e cortesi, secondo una vulgata popolare. Quella con Trani, adesso, sembra essere la storia che si ripete. Divide ricchezza, rimane povertà. La Puglia dovrebbe esprimere una candidatura invece che due, tre, infinite. Vince chi, intelligentemente, fa sistema, costruisce reti, ponendosi oltre gli steccati di uno sterile campanilismo. Taranto o Trani, al di là del milione di euro di contributo intascato, è il sistema-Puglia, nella sua interezza, a trarre vantaggio da una scelta che, comunque, finirà con il riguardare una sua municipalità. E, invece, in linea con la vera ragione che caratterizza dal Risorgimento in poi la “Questione Meridionale”, l’invidia provata gli uni per gli altri, la divisione imperitura come vera, unica ideologia immarcescibile, assistiamo di già a polemiche al vetriolo. A distinguo maleducati. Alla cultura mercificata – e presa a calci -  neanche fossimo su un campo di gioco. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il tarantino Mario Turco, si lascia scappare che il Governo sosterrà la candidatura di Taranto. Subito gli fa eco, il sindaco della cittadina barese, Amedeo Bottaro: “Affermazione gravissima. Noi a Trani andiamo dai magistrati…”. A Trani sono simpatici assai. Con questa storia che hanno una Procura che, in questi ultimi anni, ha deciso d’aprire fascicoli d’indagine su tutto lo scibile umano, persino sul perché nello spazio esistano i buchi neri e ancora nessuno scienziato ne ha spiegato origine ed evoluzione, la prima cosa che sanno fare – e dire – è: adesso andiamo dai magistrati…
Da tarantino faccio il tifo chiaramente per la mia città che considero una tra le più belle al mondo. Amo anche Trani, con il suo porticciolo fiabesco e un centro storico di impareggiabile bellezza. Nel Sud, nella luce mediterranea che attraversa i luoghi e illumina l’intelligenza, considero risiedere una delle possibile svolte positive per il nostro Paese negli anni a venire. Taranto, magari. Trani, perché no? Se sarà pugliese la Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2021, avremo vinto comunque. Tutti.