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Lun, Gen

L'Epifania dell'affanno

Editoriali di Vincenzo Carriero

Big Michele giunge a Taranto per blindare primarie che ha già vinto. Ad attenderlo ci sono tutti: sinistra, centro e destra. Lui è cosi, si definisce costruttore di trasversalismo. Perchè per battere le destre (che un candidato ancora non ce l'hanno) bisogna invadere il campo altrui. Che fine politologo, mamma mia

Dopo Brindisi, Taranto. Emiliano destina il sabato pomeriggio, prima del lungo ponte dell’Epifania, alle due città della Puglia meridionale accomunate da problemi – e disastri – ambientali e apatie economiche. Arriva nel capoluogo jonico per promuovere la propria candidatura, in vista delle primarie del prossimo 12 gennaio, con un paio di ore di ritardo. La sinistra, assieme alla destra e al centro (sempre che queste espressioni significhino ancora qualcosa…), si dà appuntamento alla Cittadella delle Imprese. L’arco costituzionale, nonostante l’aggettivo abbia abbandonato da tempo immemore il sostantivo al proprio destino, è come un elastico adattabile alle diverse circostanze. Puoi tirarlo da tutte le parti, allungarlo in qualsiasi direzione. Il presidente lo sa. Recluta tutti e tutto - per sua stessa ammissione: “Siamo minoranza in questa Regione; non abbiamo mai vinto un’elezione politica. Ci rifacciamo alle amministrative perché recuperiamo il consenso appannaggio della destra e dei grillini…”. La trasversalità, per Big Michele, è virtuosismo politico, prassi elettorale. Molto più fabbrica del consenso che sagra del programma. Parla con affanno incorporato, il governatore. Il fiatone stravince sul ragionamento ad ogni frase abbozzata. Non c’è analisi grammaticale, logica e del periodo che tenga. E poco serve indugiare sull’attacco agli avversari che ancora non ci sono (a destra l’alba sembra aver ceduto il posto al buio fitto!), prendersela con gli ex sodali di partito – “E’ Renzi che ha tradito, fondando un nuovo soggetto politico, e non certamente il sottoscritto che sta ancora qua” – per ristabilire un equilibrio semantico ed emozionale nei fatti inesistente. La sinistra, il centro e la destra applaudono con scarsa convinzione. Un craxiano seduto in prima fila, abile nell’arte dell’applauso da far partire ad intervalli calcolati, guida la (finta) devozione della platea. Il progetto arranca; gli ex, al contrario, avanzano. In sala c’è l’ex senatore e sindaco di Taranto, Giovanni Battafarano. Più defilato si rivede l’ex onorevole, Michele Pelillo. Emiliano se ne accorge e, nonostante lo detesti, gli rivolge parole da Libro Cuore: “Sento la mancanza al mio fianco di gente come Michele Pelillo nel lavoro di ogni giorno”. Più De Amicis di così non si può.  Sorride divertita anche l’ingegnere Barbara Valenzano, capo del dipartimento Ambiente della Regione, seduta tra simpatizzanti ed amministratori pubblici. I tecnici al seguito dei politici, militanti per caso calcolato, ricordano i congressi del vecchio PCUS. Rinaldo nostro riempie il bicchiere di acqua, per porgerla ad un sudaticcio Big Michele. In lontananza si scorge uno striscione, con su scritto: “Michele, Pulsano è con te!”. Diavolo di un Borraccino. Chissà come avrebbe immortalato la serata di ieri, Rino Formica. Ad avercene ancora dei suoi “nani e ballerine”…