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Dom, Lug

Taranto capitale del Grande Salento

Taranto capitale del Grande Salento

Editoriali di Vincenzo Carriero

Città intelligenti, economie circolari, territori interconnessi. Belle idee. Ottimi propositi. Ad una condizione, però: se si volesse realmente aggregare la Puglia meridionale, farla diventare un'unica grande area metropolitana, non potrebbe che essere il capoluogo jonico a porsi alla testa di questo nuovo processo. La geografia politica non tiene in conto la pizzica e la frisa

La proposta è interessante. E anche interessata (niente avviene per caso). Costruire un’unica grande area metropolitana per il Salento. Sul Nuovo Quotidiano di Puglia di quest’oggi, Lino De Matteis si esercita attorno alle definizione di “città intelligenti”. Discetta di economie circolari e interconnessione dei territori. Il suo ragionamento riannoda i fili geopolitici del Grande Salento – e dell’epopea barocca di una riedizione 4.0 della vecchia Terra d’Otranto - partendo da una puntata di Report, andata in onda lo scorso 23 dicembre su Rai Tre. Cosa si sosteneva nel noto programma d’inchiesta del servizio pubblico? Una verità molto semplice. Nel mondo globalizzato che abbiamo dinanzi a noi, non vale più la massima tutta italica: piccolo è bello. In economia, nelle cultura, nelle istituzioni che discendono dai campanili. Bisogna cambiare paradigma. Vince chi si aggrega, chi persegue la logica del fare massa critica. A riprova di questo intendimento, si portano gli esempi delle città di Nizza (Francia) e Chemnitz (Germania). Con popolazioni superiori ai 2 milioni di abitanti e servizi gestiti mediante la logica associativa. Se ne potrebbero fare tanti altri, di esempi. Tutta la geografia politica del pianeta ha una storia di tal guisa: tranne l’Italia. Qui da noi, l’idea di area metropolitana è sopraggiunta soltanto dopo anni persi ad interrogarsi su centralizzazione e regionalismo federativo. A volersi quasi convincere che fossero questi i veri pomi della discordia. La riforma del Titolo V della Costituzione, arrivata con i primi governi post-tangentopoli, ha soltanto reso ancora più confuso un quadro che di certo non brillava già prima per compiutezza normativa. Aggregarsi, quindi. Ma con chi? E come? Domanda, quest’ultima, che il buon De Matteis finge volutamente di contemplare. Non certo unendo Bari e Taranto, come sostenuto da quelli di Report, ribatte il corsivista del “Nuovo Quotidiano”. Tra l’altro, il De Matteis-pensiero, registra con un certo fastidio l’avvicinamento verificatosi negli ultimi anni tra le due maggiori realtà urbane della Puglia? Perché? Facile. Perché Taranto deve unirsi a Lecce e Brindisi. E costituire il Grande Salento, o vecchia Terra d’Otranto che dir si voglia, a guida leccese. Del capoluogo jonico interessa la sua posizione geografica (unica per potenzialità e scenari futuri non solo in Puglia, ma nell’intero scacchiere euro-mediterraneo) l’industria pesante e il sistema dell’aerospazio. Lecce ci mette un po’ di pizzica, qualche frisa e un’idea di turismo parecchio appannata e in crescente crisi d’identità. Capito? Noi porteremmo il pane e anche il companatico, e Lecce si farebbe bella. Noi siamo grandi per due volte e mezza Lecce, ma dovremmo seguirla a rimorchio. De Matteis è simpatico, credo di averlo incrociato anche nell’ultimo festival dei giornalisti del mediterraneo, ad Otranto, lo scorso mese di settembre. Il “Nuovo Quotidiano di Puglia”, che vorrei ricordare a qualche smemorato mio concittadino, è un giornale leccese e non tarantino, fa il suo dovere. Cerca di portare acqua (soldi e notorietà) alla realtà che lo esprime. Il ruolo di un giornale, ad avercelo, è proprio questo. Manifestare interessi di parte, campanilistici nonostante il mondo sia cambiato e i servizi se gestiti assieme costano meno che farlo da soli, ergersi a sindacato del territorio. Il Grande Salento va bene. Ma ad una condizione: a guidarlo dovrà essere Taranto. De Matteis ci pensi, da leccese (di Lecce città, intendo)  potrebbe dire di avere anche lui il mare. Un po’ più jonico e un pò meno salentino. Trovate le giuste proporzioni, la formula non potrà che essere vincente. Con buona pace di quelli di Report…