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Sab, Apr

La destra ha un pensiero stupendo. Far vincere Emiliano

La destra ha un pensiero stupendo. Far vincere Emiliano

Editoriali di Vincenzo Carriero

Altro che Fitto, altro che la figura proveniente dalla società civile ipotizzata da Salvini. Il blocco conservatore, in Puglia, un candidato ce l'avrebbe già per le prossime consultazioni regionali. Esiste solo un problema trascurabile: è gia schierato a sinistra

Nell’epoca dei pensieri tristi e fiacchi, liquidi per dirla con le parole di Bauman, inconsistenti per manifesta impossibilità ad essere altro, esiste anche un pensiero stupendo. Non quello che cantava Patty Pravo. Quello, invece, che accarezza il centrodestra in cuor suo. In punta di piedi, con una certa ritrosia. Altrimenti che pensiero stupendo sarebbe, non vi pare? Sacrificare il tacco d’Italia alle prossime elezioni regionali, lasciar campo libero a Big Michele – e al suo populismo in salsa pugliese. Emiliano sta alla sinistra, ad una certa cultura progressista, alle chiare, fresche e dolci acque del riformismo italico come le lumache sono solite approcciare alla velocità. Non c’entra praticamente nulla. Sarebbe Michelone il candidato ideale della destra, se ci pensate. Il sogno di mezza estate a lungo coltivato. Il trasversalismo in grado di farsi sistema, logica istituzionalizzata. Altro che quel democristiano a sangue freddo di Raffaele Fitto, che la sola Giorgia Meloni - la sorella di Fratelli d’Italia tutta sfacio&abbracci – si ostina ormai a voler proporre. Come nella migliore tradizione in voga durante la Prima Repubblica, con i fascisti pronti a votare per la Democrazia cristiana. Accentratore, plateale persino nella mimica, dalla dubbia competenza amministrativa. Populista nei giorni dispari, demagogo in quelli pari. Sorridente, sempre. La destra uno così non lo trova neanche se decide di andare in pellegrinaggio a Santiago de Compostela? Se solo D’Alema si fosse stato fermo a suo tempo, il problema – o l’opportunità, a seconda del casi – oggi non si porrebbe. Se solo fosse ancora vivo Pinuccio Tatarella, la questione sarebbe stata archiviata – e suggellata – dinanzi ad una frittura di pesce rigorosamente pescata nell’Adriatico. La destra non ufficializza un proprio candidato per le consultazioni regionali, perché un candidato ce l’ha già. Tutto il resto è fuffa mediatica, dibattito finto, strategia di posizionamento tra alleati appartenenti allo stesso schieramento. Emiliano sintesi avanzata della sinistra che non dispiace alla destra. Il tutti che si tiene con il tutto. Roba da teocrazia laica. In Puglia c’è tanta materia per la moderna politologia. Avessi scelto l’insegnamento universitario, non mi sarebbe dispiaciuto occuparmene.