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Lun, Mar

In... terapia intensiva

In... terapia intensiva

Editoriali di Vincenzo Carriero

Pochi, pochissimi, i posti-letto nei reparti di rianimazione degli ospedali della provincia. Appena 36 per una realtà di circa 600 mila abitanti. Speriamo che il coronavirus ci risparmi o arrivi solo a sfiorarci, altrimenti saranno guai seri. CosmoPolis un'idea ce l'ha. Se Emiliano la smettesse di partecipare a trasmissioni acefale come quelle dalla D'Urso, se ritirasse il suo illeggibile Piano di rientro sanitario, potremmo parlarne

“Mai più tagli alla sanità. Questa crisi cambierà il mondo!”. A dichiararlo è il ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia. Con un’intervista pubblicata quest’oggi su la Repubblica. Che bravo l’ex presidente dell’Osl (Organismo straordinario di liquidazioni) ai tempi del dissesto finanziario del comune di Taranto. Di strada ne ha fatta, il politico di Bisceglie. Chi l’avrebbe detto. Dice cose ovvie, scontate per i tempi che corrono, ma altro da questa classe politica non ci si può attendere. Lo dice in ritardo, dopo che il suo amico e sodale di partito, Michele Emiliano, con i Piani di rientro sanitario, ha chiuso ospedali e pronto soccorsi rendendo la Puglia qualcosa che somigli alla California d’Italia. Non quella descritta da Franco Tatò. Magari. Più semplicemente un (non) luogo del welfare state umiliato e deriso. Derubricato dall’agenda politica del qui ed ora. Ricacciato nel secolo scorso: quello di lord William Beveridge e le società fabiane che lo precedettero lungo la scala delle conquiste democratiche. Con l’assistenza appannaggio dei privati e genuflessa al credo liberista. Nel nostro Paese ci sono all’incirca 5 mila posti-letto nei reparti di rianimazione. Ne servirebbero 15 mila, tre volte tanti. A Taranto – e nella sua provincia – questo dato scende ad appena 36 unità di ricovero. Cosi ripartite: 26 (tra Santissima Annunziata e Moscati), 6 (ospedale di Manduria), 2 (Ospedale di Castellaneta), 2 (ospedale di Martina Franca). Un’inezia per una popolazione che, complessivamente, sfiora i 600 mila residenti. In pratica: un posto in terapia intensiva ogni 17 mila abitanti. Speriamo che il coronavirus ci risparmi o arrivi solo a sfiorarci, altrimenti saranno guai seri. Fossimo nei panni dei decisori pubblici, correremo ai ripari. Subito, senza perdere ulteriore tempo. Senza inutili comparsate nelle trasmissioni acefale della D’Urso. Con la destinazione, per esempio, negli ospedali chiusi di Massafra e Mottola, di ulteriori posti-letto per la terapia intensiva. La stessa cosa replicheremmo all’ex Testa di Taranto. Quel Piano di rientro sanitario è un aborto che la Storia con le sue bizze – e le verità soppesate, per ossequio all’equilibro che noi uomini abbiamo smarrito – si è presa in carico di sconfessare. A Boccia, ad Emiliano, a chi ci rappresenta a tutti i livelli in questi tempi di buio decostruttivismo (Derrida non ce ne voglia…)  consiglieremmo un’esortazione del Manzoni dei Promessi Sposi: “Il buon senso c’era ma se ne stava nascosto per paura del senso comune”.