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Gio, Giu

Che bello, si vota a luglio

Che bello, si vota a luglio

Editoriali di Vincenzo Carriero

Emiliano contro Fitto, le urne invece del mare, la democrazia anche quando delude finisce con il non sorprendere più nessuno. La politica come i pallonari: the show must go on

Elezioni subito. Elezioni punto e basta. Elezioni a prescindere. A luglio e non più ad ottobre. In piena estate invece che in autunno. Dopo il calcio è la politica a soffrire maggiormente le limitazioni dettate dal Covid-19. Il club dei prepotenti, all’unisono, tira calci. Si è dato appuntamento all’incrocio con gli interessi di parte e una certa spavalderia coatta. La serie A deve tornare a giocare. Costi quel che costi. Non c’è virus che tenga per presidenti ed esegeti della logica pallonara. In egual misura, le consultazioni elettorali dovranno celebrarsi. Con e senza il distanziamento sociale. Con e senza le mascherine. Con e senza i tamponi che non si effettuano e mai si effettueranno. Con o senza il senno perso per strada. Il Conte Dracula cede sulla data delle elezioni; in cambio i governatori a fine mandato, con in testa il nostro Big Michele, non romperanno i maroni sui Decreti sfornati - neanche fossero baguette - dall’avvocato del popolo. Tu dai a me, io do a te. La democrazia è compromesso, somma di debolezze, esercizio fanatico di vizi spacciati per virtù. Emiliano contro Fitto, in un clima del genere, con questi chiari di luna, con l’esercito per strada arruolato dalla dittatura sanitaria, diviene mero corollario di un processo i cui significati travalicano i confini del qui ed ora. Programmi, alleanze, candidature, dibattiti non saranno più così necessari. Le elezioni, al pari di un qualsiasi rito collettivo, si subiscono e non si discutono. Si aspettano senza invocarle. Uno decide per tutti. Uno vale uno. Uno non è uno. La Puglia dei prossimi anni sarà quel che sarà, i pugliesi anche di più. Vinca il migliore nel peggior momento della Storia. Tanto non cambierà molto.