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Ven, Nov

Nelle riunioni del Cis si legge CosmoPolis

Nelle riunioni del Cis si legge CosmoPolis

Editoriali di Vincenzo Carriero

 

Niente dissalatore per il siderurgico tarantino. Si punta su opere quasi completate, come i depuratori "Bellavista" e "Gennarini", per l'approvigionamento idrico degli impianti dell'area a caldo. Il Giornalista Collettivo ha perso, di solo copia e incolla si può morire. Anche a Taranto

Niente più dissalatore. Avanti tutta con i depuratori “Bellavista” e “Gennarini”: opere quasi del tutto completate. Sperando che la Provincia ed Alfa Alfa si diano una mossa prima o poi. Prima che la legislatura termini, se fosse possibile. Bravo Turco quando non fa cose da turchi. La riunione del Cis di questa mattina compie un’inversione ad U rispetto ai propositi della vigilia. Abbandona velleità dalla dubbia coerenza amministrativa. E pone al centro dei lavori il fabbisogno idrico di Mittal (circa 500 litri al secondo) per il raffreddamento di impianti ubicati nella mortifera area a caldo. A causa del nostro articolo di ieri: “Buco nell’acqua”? Forse. Probabile. Anche se il tema, alla fine, non è questo. C’interessa poco. L’importante è non reiterare gli errori. Più interessante, invece, dibattere sul ruolo dell’informazione (a Taranto come altrove), sulle possibilità che la stessa svesta, di tanto in tanto, così giusto per provare l’effetto che ne rinviene, i panni del replicante. Dell’impiegato di concetto – Giuliano Ferrara lo chiama: il Giornalista Collettivo – impegnato nel copiare ed incollare idee altrui, il più delle volte bislacche. Una miseria dell’intelletto che elettrizza molti colleghi. Quando dinanzi al potere, di qualsiasi natura esso sia, non indietreggia, non abbassa lo sguardo, non mostra alcun timore reverenziale, il giornalismo riscatta se stesso. Diviene potere tra i poteri. Eleva, inoltre, la propria missione civilizzatrice nell’indicare possibili traiettorie rettilinee all’esangue dibattito pubblico. Musica per le nostre orecchie. Per quel poco di tutto il resto, ci sono gli altri. Che fortunatamente divergono da noi.