06
Gio, Ago

La guerra di Pier

La guerra di Pier

Editoriali di Vincenzo Carriero

C'è scienza e scienza. Quella epidemiologica è buona e giusta, indiscutibile e competente. Quella politica è nefasta e opportunistica. Leggere Popper per capire che non è cosi. E che la Puglia non ha certo bisogno, nella prossima legislatura, di affidarsi a nuovi improvvisatori che sostituiscano quelli vecchi

Pier si candida. Pier Luigi Lopalco, of course. L’epidemiologo che il mondo intero c’invidia, prim’ancora che la pandemia mostrasse il suo vero volto, che le terapie diventassero intensive, che la Cina non fosse poi così lontana, vuole impegnarsi in politica. Colui che discetta di scienza e virus a reti unificate, senza alcun contraddittorio e reverenza per Popper e il suo malconcio principio sulla falsificabilità. Tutte le ore del giorno. Prima e dopo i pasti. L’esperto che Big Michele ha propinato ai pugliesi perché il Covid-19 fosse spiegato dalla Capitanata al Salento, ad urbi et orbi. Dopo i cuochi i virologi. Gli uni assieme agli altri senza soluzione di continuità. L’Italia è un Paese strano, a tratti buffo, che vive di categorie, di ordini professionali, di mestieri da rinverdire e verso i quali nutrire un innamoramento fulmineo. Totale ed inaspettato. Lopalco consigliere regionale. Lopalco assessore alla Sanità. Lopalco che si definisce competente tra gli incompetenti (evviva la modestia!). Lopalco all’ONU e all’OMS a giorni alterni, come si fa con le targhe delle auto nei centri abitati. Lopalco che dice una cosa e la Protezione Civile regionale un’altra. Lopalco che si sacrifica, nonostante il diniego e le resistenze di familiari e amici stretti, per la causa comune: la grande sconosciuta sempre rievocata, sempre utile, un tantino cool quando si coltiva l’interesse privato. La guerra di Pier (Luigi Lopalco) non risparmia nessuno, non conosce soste. Attraversa la quarantena, accende focolai, sovverte le logiche dei picchi e delle curve statistiche, anticipa senza testarli i vaccini. Ricorda con la sua predica la nemesi della società civile sulla politica come professione; sui politici tutti brutti, sporchi e cattivi che tanti danni arrecò al Paese dopo la stagione di Tangentopoli. Come se patteggiare per un’idea, far sfoggio di militanza, impegnarsi nell’associazionismo sin da quando si portavano i calzoni corti, fosse un peccato, un’attività amorale. La peggiore delle disgrazie che potesse capitarti a sorte. E la scienza epidemiologica divenisse, tutta ad un tratto, cosa buona - e giusta – rispetto alla scienza politica. Con la competenza a valere, a segnare le differenze solo per alcune attività umana. Quanta semplificazione. Quanta approssimazione. Quanti salti logici senza contenuti logici. Emiliano e Lopalco, l’uno presidente e l’altro assessore, fanno già sognare i pugliesi. Un ticket per il quale non finiremo mai di ringraziare abbastanza il Covid-19. Attenti a non creare nuovi "mostri", più di quanti non se ne contino già in giro.