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Ven, Nov

Quei fighetti radical chic che farebbero bene a tacere

Quei fighetti radical chic che farebbero bene a tacere

Editoriali di Vincenzo Carriero

Il fallimento di Taranto è della sua rappresentanza politica. Della sua classe dirigente omertosa e imbelle. Inascoltata a Roma perché priva di peso specifico. Senza coraggio e consortile. Si prenda la vendita dello stabilimento siderurgico. Chi ha predisposto il Bando di aggiudicazione di Ilva? Quella stessa sinistra di governo, parolaia e nullafacente, che adesso grida allo scandolo per gli esuberi e la mancata realizzazione delle bonifiche

La situazione è grave, ma non è seria! Ennio Flaiano avrebbe descritto così la vicenda tarantina. Sospesa, in una sorta di gioco a somma zero, tra il serio e il faceto. Un grande prologo senza epilogo. L’imbroglio di Stato la cui soluzione spetterebbe proprio allo Stato. A parlare si cimentano in tanti. Troppi. Anche chi dovrebbe tacere per pudore e rispetto verso quel che ancora resta della dignità umana. Un parlamentare locale del Pd, uno di quelli della sinistra falce & cazzeggio, ha chiesto che il governo vigili - su bonifiche e lavoro - in relazione alla vendita di Ilva. Bisogna esser dotati di un gran faccia tosta per chiedere al Governo che si sostiene di tenere gli occhi aperti ora, quando il bando pubblico (con esuberi e incertezze circa la concreta applicazione del Piano Ambientale) per la vendita di Ilva è stato lo stesso Esecutivo a predisporlo.
Si poteva fare tanto, si è fatto pochissimo. Come da tradizione, nel Paese dei saccheggi impuniti. E delle chiacchiere senza costrutto. Il Piano Industriale presentato da Arcelor Mittal – con la complicità dei Governi Renzi e Gentiloni – doveva poter prevedere una compensazione ambientale e sociale per l’area tarantina. A cominciare dai servizi sanitari: carenti e, a tratti, offensivi per queste latitudini. I compagni di quello stesso parlamentare Pd che parla per dare fiato ai propri denti, in Emilia e Toscana fecero questa stessa operazione dieci anni fa con la Tav. La Firenze-Bologna fu realizzata ad una sola condizione: compensare con servizi socio-assistenziali le popolazione di quei territori. La stessa prassi venne riproposta con gli ex scali ferroviari della Stazione centrale di Milano, convertiti in edilizia popolare. C’è comunismo e comunismo; quando la falce avanza, il cazzeggio indietreggia. E viceversa.
Il fallimento di Taranto è della sua rappresentanza politica. Della sua classe dirigente omertosa e imbelle. Inascoltata a Roma perché priva di peso specifico. Senza coraggio e consortile. Ha ragione il mio amico, Marco Tarantino: tra bidoni e confraternite della pizzella, è difficile districarsi. Ci vorrebbe un Cristiano Ronaldo. Ma dopo la partita di ieri sera (lo dico da milanista convinto!) meglio lasciare perdere.



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