Mercato galleggiante

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Basta lamentarsi! A Taranto il turismo è cresciuto, la città è pulita, il Mar Piccolo è stato bonificato. Abbiamo fatto nostro il motto pasoliniano di un "progresso felice" e duraturo. Cosa andiamo cercando ancora? Ditelo agli amici di Prodi, quelli della rivista "il Mulino", che la prossima volta si parli anche di noi nelle loro dotte disquisizioni accademiche

Ricordate il mercato galleggiante nella città vecchia di Taranto? Quello che l’Amministrazione glamour & dissesto di qualche anno fa, con a capo la signora Di Bello, avrebbe dovuto realizzare nei pressi di Piazza Fontana? Ebbene, non è vero che si tratta dell’ennesima opera promessa e mai portata a termine. Del solito parlare a vanvera di una politica da fine dei tempi, tutta chiacchiere e distintivo. Il mercato c’è. Eccome se c’è! E c’è anche il galleggiante. La foto che vi proponiamo, a corredo di questo scritto, lo testimonia. Al di là di ogni ragionevole dubbio. Abbiamo sia il mercato che il galleggiante. Quanta ricchezza! Quanta sfarzosa opulenza! Forse servirà un restyling, ma è anche vero che l’opera in questione ha quasi vent’anni ormai. Cosa andate cercando? Ci penserà Melucci ad apportare i giusti miglioramenti: tra una crisi politica, l’annuncio di dimissioni ritirate un secondo dopo – e non a distanza di 48 ore - averle preannunciate e una visita in Transatlantico per capire come da Taranto, con lui ad occupare lo scranno più alto di Palazzo di Città, si possa risolvere la crisi nordcoreana (con Kim Jong-Un, Melucci condivide l’amore verso i giornalisti!).
Nell’ultimo numero della rivista bolognese “il Mulino” si parla del futuro delle nostre città. E, della loro crescente valenza, nelle dinamiche socio-economiche mondiali. Pensate: nel 2025 lo stato della finanza internazionale dipenderà in gran parte da quello di 600 città dislocate sul pianeta. Il 2% di territorio occupato inciderà – e determinerà – le scelte della Terra. Città diseguali, secondo il ragionamento di Alfredo Mela, più importanti di singoli Stati. Gli antichi greci lo avevano campito anzitempo, con la loro fissa di città-stato. Noi anche. Con un’idea di progresso da far rivoltare Pasolini nella tomba. Galleggiano i rifiuti in uno dei luoghi più suggestivi di Taranto, in uno specchio del dimenticato Mar Piccolo. Qualcuno la chiama emancipazione cafonesca. Il mercato ce l’abbiamo, il galleggiante anche. Il turismo è in crescita; anzi, che dico, è già cresciuto. Basta lamentarsi. Proponiamo l’esempio di Taranto agli amici di Prodi per il prossimo numero de “il Mulino”.



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