Matta e Parella fanno i figli belli

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Chi si aspettava parole gravide di coraggio, impegni concreti sul futuro, questa mattina da Mattarella, ha sbagliato Paese prim’ancora che città. Non ce ne voglia il capo dello Stato. L’istantanea che più preferiamo tra quelle scattate questa mattina, riguarda i bambini festanti della Pirandello. Il nostro bonus per il futuro sono loro

Un presidente presiede, non decide. La nostra Costituzione, il suo impianto a forte vocazione parlamentare, attribuisce al Capo dello Stato un potere tutt’al più di moral suasion. Fatta eccezione per il carisma di Pertini e le “picconate” di Cossiga, divagazioni al tema – e ai principi fondanti della nostra Magna Carta – non sono consentite. Chi si aspettava parole gravide di coraggio, impegni concreti sul futuro, questa mattina da Mattarella, ha sbagliato Paese prim’ancora che città. “Chi colpisce una scuola ferisce il Paese!”. “La gente di Taranto ha diritto alla salute e alla dignità del lavoro!”. Tutta la narrazione del presidente della Repubblica è da Libro Cuore. Persino la sua sintassi sembra uscita fuori dai bignami del buonismo spicciolo. Da sempre; e non certamente a far data da oggi. Se abbassi l’asticella delle ovvietà e dei bei propositi, di fatto annulli la figura del Presidente della Repubblica. Viene meno, diventa superfluo, per così dire, il suo impegno a girare per gli oltre 8 mila comuni italiani.
Mattarella può poco per i problemi di questa terra. Chi è onesto intellettualmente, e non carica di un’enfasi eccessiva queste occasioni, lo sa. Avrebbe potuto non controfirmare i decreti-salva Ilva arrivati sulla sua scrivania, al pari dei suoi predecessori. Il condizionale non è utilizzato a caso: rispedire al mittente (Parlamento o Governo che sia) un testo di legge è prassi piuttosto rara nel nostro ordinamento. E, allora, si chiami con il loro vero nome le cose. Si esca fuori dalla solita, italica ipocrisia. Le città, i territori in senso lato, risolvano prima di tutto in loco i loro problemi. Si dotino di un progetto vero e meditato. Spendibile nel tempo. E poi, in ultima analisi, affidino ad altri le scelte che dovranno ratificare il futuro di quei luoghi. Non possiamo chiedere a Mattarella la forza che noi non abbiamo. Non pioveranno dall’alto le soluzioni ai nostri quesiti.
Non ce ne voglia il capo dello Stato. L’istantanea che più preferiamo tra quelle scattate questa mattina, riguarda i bambini festanti della Pirandello. Il nostro bonus per il futuro sono loro. Ai parrucconi assiepati in prima fila, che facevano finta di ascoltare l’inquilino del Quirinale, avremmo voluto rivolgere una sonora pernacchia. Se non l’abbiamo fatto è soltanto per rispetto alle istituzioni, che lei presidente, rappresenta.