Continueranno ad ammazzarci ridendo di noi

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Il nuovo Piano Ambientale licenziato con decreto dal Governo italiano, ma scritto da ArcelorMittal, è l'ennesima trovata torbida di una vicenda senza eguali nella storia dei grandi gruppi industriali europei. Tutti tacciono. Persino il pasdaran delle Puglie non profferisce parola: Michele Emiliano. L'ecocidio tarantino può continuare con tutta la sua sfrontata impunità

C’è puzza di brogli nel nuovo Piano Ambientale su Ilva. Un lezzo peggiore di quello emanato dall’industria dei veleni. La misura risulta sbagliata nel merito oltre che nel metodo. E, cosa tutt’altro che irrilevante, l’operazione ha avuto il beneplacito del governo italiano. Un decreto di convalida, quello emanato dall’esecutivo Gentiloni, che grida vendetta. Nel merito, come dicevamo prima, perché dilata nel tempo gli interventi di bonifica del sito e consegna alla disoccupazione all’incirca 4000 mila lavoratori; e, nondimeno, nel metodo considerato che recepisce un Piano presentato dal nuovo acquirente di Ilva – ArcelorMittal – e non licenziato manu propria. Un’eresia da paese dei balocchi. L’ennesima trovata torbida di una vicenda senz’altri eguali nella storia dei grandi gruppi industriali europei. Come può, nell’eccezionalità ambientale di Taranto, un’autorità pubblica farsi scrivere un Piano da un’impresa privata? Se non ci fosse stata malafede, e approssimazione ricercata, sarebbe stato giusto seguire la via inversa. Doveva essere il Governo a redigere un programma d’interventi ambientali da far recepire al nuovo acquirente di Ilva. Altra circostanza assai strana è il silenzio della classe politica tarantina su quanto avvenuto nei giorni scorsi. Di tutti, nessuno escluso. Destra, centro, sinistra e Cinque Stelle. Anche Emiliano, il pasdaran delle decarbonizzazione senza se e ma, l’esegeta di un’industria dai cicli produttivi completamente ripensati e “green”, se ne sta buono senza profferire parola. Roma decide, Bari e Taranto eseguono da bravi scolaretti. E le camarille conservano intatta la loro sfera di sfrontata influenza su una popolazione che ha smesso di lottare e sperare in un futuro diverso.
Il decreto di convalida del nuovo Piano Ambientale, poi, si concede anche una licenza poetica. Pensa un po’ tu. Affida, udite udite, ai commissari competenze straordinarie per mettere a punto attività di sostegno assistenziale e sociale (che vorrà mai poi dire?) per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. Peccato che nelle stesse realtà all’assistenza, sociale e non solo, ci abbia già pensato la Regione Puglia. Come? Semplice: chiudendo il Pronto soccorso dell’Ospedale Moscati e bloccando, sempre nello stesso ospedale, l’apertura di un reparto di Pneumologia già inaugurato lo scorso mese di luglio. Più sociale di così, si muore.
L’ecocidio di Taranto, signori, può continuare. Anzi, a voler essere più precisi, non si è mai interrotto. E’ Venditti a cantarlo: “Certi amori non finiscono. Fanno dei giri enormi e poi ritornano”. Con tutta la loro sfrontata impunità omicida.