CON-GREZZO

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Verrà celebrato un congresso o andrà in scena una guerra tra bande nel Pd jonico? Melucci che abbandona i lavori della corrente Emiliano-Pelillo perchè sarebbe stato impedito a 1000 cittadini d'iscriversi a "Fronte democratico", la componente di Big Michele, è una scena da Blade runner. Chi l'avrebbe detto, è anche divertente il sindaco di Taranto. I nipotini di Togliatti arrivano a contarsi con gli stessi meccanismi e stilemi comportamentali che andavano tanto di moda nel corso della Prima Repubblica

Un partito senz’anima, per dirla con le parole di Luca Ricolfi. Nato male, cresciuto peggio nei suoi primi dieci anni di vita. Né carne né pesce, insomma. Peggiori - più scarsi e impalpabili – della peggiore Democrazia Cristiana e Partito Socialista messi assieme. Con lo spergiuro elevato ad unica, immarcescibile ideologia. I nipotini di Togliatti arrivano a contarsi, in terra jonica, con gli stessi meccanismi e stilemi comportamentali che andavano tanto di moda nel corso della Prima Repubblica. Frenetica attività nel tesserare tutti, nemmeno fossimo al mercatino delle pulci. Si fanno sottoscrivere tessere persino a chi non sa neanche cosa sia il Pd. A questo si aggiunga il ricorso continuo a fantomatici comitati di probiviri da parte delle opposte fazioni in lotta tra loro. Più che celebrare un congresso, sembra di assistere ad una commedia dell’assurdo. Una guerra tra bande mal assortite. Io sto con quello per fare bene cosa non si sa, ma ci sto lo stesso. In luogo della politica liquida, con buona pace di Bauman, siamo direttamente passati alla politica liquefatta. Il sindaco di Taranto Melucci che abbandona i lavori della corrente Emiliano-Pelillo perché sarebbe stato impedito a 1000 cittadini desiderosi d’iscriversi a “Fronte Democratico”, la componente di Big Michele (il vero primo cittadino del capoluogo jonico!), e poter così coltivare il sogno dell’impegno politico. Ma va! Melucci, non le sembra di esagerare adesso? Ma chi vuole che la creda. Ripassi la storia. Studi come la vecchia Dc compilava la lista dei propri iscritti nelle fasi congressuali. A quei tempi si regalavano le tessere dei partiti anche ai defunti. In molti casi si accompagnavano gli stessi a votare nei circoli e nelle sezioni. Allora, però, tutti sapevano e nessuno si sognava di recitare sceneggiate così poco rispettose dell’intelligenza altrui. Lei, tra l’altro, ha sempre dichiarato di voler restare distante dalla politica dei partiti. Ecco, ascolti un consiglio: tenga fede al suo proposito, per davvero. Quella roba lì non fa per lei, le mancano del tutto alcuni presupposti di base.
Lo sberleffo dell’avversario ha preso il posto della proposta, nel Pd. Tutti contro tutti, in una sorta di gioco a somma zero. Una delle fazioni in campo chiede che al tavolo governativo, sulla questione Ilva, siano invitati anche Comune e Regione e, l’altra, risponde stizzita che non se ne parla neanche. Che teatrino indecoroso! E con questi signori qui che dovremmo costruire le nostre aspettative per il futuro? Questa è la classe dirigente chiamata a dare risposte alle urgenze delle comunità abitate? Stiamo freschi. Dov’è il progetto, sempre che si sia in grado di edificarne uno? Sanità cittadina, un moderno sistema della mobilità, il futuro economico e produttivo della seconda realtà urbana della Regione, le politiche dell’accoglienza, l’opzione ecologica e la sfida culturale: tutti temi assenti, espulsi dal dibattito dei Democratici. I due sfidanti, uno di Laterza e l’altro di San Marzano con continue puntate in quel di Grottaglie, confermano la debolezza della città capoluogo nella selezione di quadri dirigenti. Si ripete quanto visto già con le scorse elezioni regionali: su nove consiglieri eletti, uno soltanto proviene da Taranto.
Il Pd ha dieci anni, ma li porta malissimo. Chi poteva immaginare che gli eredi di una vicenda, a suo modo affascinante e ricca di spunti, finisse in questo modo. Delle volte, quanto partorito dalla Storia è un inganno. Con l’io a prevaricare il noi. Non proprio il massimo per una forza che continua a professarsi di sinistra.