Viaggio in Italia. Senza sosta a Taranto

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Il tour di Renzi in Puglia, sembrerebbe non contemplare la sosta nel capoluogo jonico. Se cosi fosse, si tratterebbe di un grave errore politico. Don Matteo, i leader veri non temono le critiche e le invettive. Per il proseguo della tua passeggiata attraverso il Bel Paese, leggi Guido Piovene. Potrà tornarti utile

Il Viaggio in Italia di Renzi comincia male. Il suo tour in Puglia sembrerebbe non contemplare la tappa a Taranto. Il treno dei desideri di don Matteo, se queste fossero le premesse,  scorrerebbe su un binario morto. Arriverà nel tarantino per fare sosta nella sola Grottaglie. O, almeno, così dicono i bene informati. Va bene per la città delle ceramiche, dov’è ormai di casa l’onorevole Vico, divenuto più renziano dello stesso Renzi, dopo essere stato nella scorsa vita dalemiano prima e bersaniano dopo, passando per la segreteria provinciale della Cgil, ma non prevedere neanche una sosta nel capoluogo jonico è, a nostro avviso, un colossale errore. Taranto è, mai come in questo momento, capitale italiana di ciò che saranno le future relazioni industriali nel nostro Paese. Nessuna politica produttiva che vorrà realizzarsi potrà prescindere dal dedalo tarantino. La vicenda Ilva assume una dimensione nazionale, sbaglia – o è in mala fede - chi pensa di relegarla ad un livello meramente localistico. Qui, più che in qualsiasi altro luogo, le ragioni del lavoro dovranno coniugarsi con la tutela dell’ambiente, i costi occupazionali con quelli socio-sanitari. Il treno di Renzi avrebbe potuto tirar dritto ovunque, nella sua Firenze, nella Roma a cinque stelle, ma non a Taranto. Don Matteo fugge dalle questioni più spinose, gli piace giocare facile. Nel capoluogo jonico sarebbe stato contestato, con molta probabilità. Meglio, allora, tenersi lontano da critiche e rivendicazioni. Scelta opportunistica, anche legittima se vogliamo, ma politicamente errata. Un leader vero non si nasconde mai: raccoglie gli applausi tanto quanto le invettive.
Se Viaggio In Italia proprio dev’essere, molto meglio l’originale ad una copia sgraziata. Resto affezionato, intelletualmente legato all’opera di Giudo Piovene: lui sì che quel viaggio lo realizzò realmente, senza soste, calcoli e piccole furberie. In quel testo, che andrebbe adottato nelle scuole, il grande giornalista e scrittore imbrattò con il suo inchiostro di talento purissimo pagine intere per narrare la bellezza struggente di una Taranto chiassosa e magnogreca. Se potesse ancora arrivare Piovene alla stazione di Taranto, andrei di corsa per stringergli la mano. Con Renzi, invece, mi comporterei come i protagonisti del film “Amici miei”. Pensate che goduria sarebbe prendere a schiaffi una sinistra che non è più tale.