Concerto di Capodanno a Taranto. Ci penserà l'Eni a finanziarlo?

Editoriali di Vincenzo Carriero
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L'indiscrezione arriva direttamente dagli ambienti comunali. Qualora fosse confermata, si smetta di dire che il progetto Tempa Rossa non servirà a nulla. Il quesito di Ken Loach (volete prima il pane o le rose?) a Palazzo di Città non è ancora arrivato

Capodanno con l’Eni, a Taranto? L’indiscrezione arriva direttamente dagli ambienti comunali. Con la premura e il consueto zelo verso i giornalisti, che contraddistingue il sindaco Melucci, reo confesso ormai di un amore adolescenziale, senza tempo, verso gli operatori dell’informazione. Specie, poi, nei confronti di chi esercita tale professione nella nostra città. Beato lui! Per il concerto di fine anno, dicevamo, organizzato sulla rotonda del lungomare, si starebbe pensando all’azienda che annovera il cane a sei zampe nel suo simbolo. Si starebbe pensando, nel senso che a  finanziere l’evento dovrebbe essere l’ex società del presidente Scaroni passato, nel frattempo, nel cda del Milan cinese. Che bella trovata! E poi dicono che aver dato l’autorizzazione al progetto Tempa Rossa non servirà a nulla. I soliti maligni, il consueto bigottismo dei Verdi (più ambientalisti di vecchio e nuovo coniò) che a Taranto sputano peste e corna sul Pd e, a Roma, sperimentano prove tecniche di alleanza con Fassino. Vuoi mettere l’impatto ambientale con quello tutta musica e cotillon di una kermesse canora, vuoi mettere il divertimento (e non solo quello...) che scorre nelle vene aspettando l’avvio del nuovo anno con i soliti sermoni su una Taranto inquinata e compromessa? Altro che alternanza scuola lavoro, presidente Cesareo. Con l’Eni torniamo tutti ragazzi, recuperiamo per così dire un’anima fanciullesca, una propensione al bene che tanto si coniuga con le festività natalizie. E, allora, se l’Eni dovesse organizzarci il Capodanno, se regalasse una notte di festa ad un popolo disilluso e sconfitto, chissenefrega. Va bene ugualmente. Volete prima il pane o le rose?, c’interroga il regista inglese Ken Loach in una sua pellicola di qualche anno fa? Chiedetelo a Melucci. Lui sì che saprà dipanare il quesito. E, un attimo dopo averlo fatto, convocherà la stampa tutta che tanto ama per un confronto pubblico sul tema.