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Domenica, 16 Dicembre 2018
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ULTIMA STAZIONE

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Editoriali di Vincenzo Carriero

Povera Taranto, la sua è una decadenza che sembra non avere fine. Provate a prendere un treno che parta dal capoluogo jonico. Dotatevi di pinne e canotto prima e poi ne riparliamo...

Piove dentro e fuori nella stazione dei treni, a Taranto. Una pioggia sporca, adulterata dai fumi dell’Ilva e dalla sciatteria di decisori pubblici impresentabili. A tutti i livelli e al di là dello loro collocazione politica. Capita sovente quando più che parlare di infrastrutture sarebbe logico fare riferimento a vere e proprie infra-storture, nella decadente Italia dei nostri tempi. Come si può vedere dalla foto a corredo del presente articolo, una delle porte d’ingresso della città, una delle possibili cartina di tornasole del secondo centro urbano della Regione, è nient’altro che un acquitrino. Un non-luogo, per dirla con le parole di Serge Latousche. Non bastava averci tolto i treni e le tratte ferroviarie verso le maggiori città del Paese, a conferma del fatto che non valiamo un tubo come territorio, checche ne pensi qualche onorevole assai presente sulla stampa e, al tempo stesso, ancora più insulso nella sua azione politica. Serviva anche la pioggia a bagnare le nostre residue speranza di poter tornare a contare qualcosa. Il maggiore centro industriale del Mezzogiorno non dispone di un aeroporto, vede la rete autostradale interrompersi in quel di Massafra, ad una distanza di 20 chilometri dai suoi confini, possiede sulla carta, ma solo sulla carta, un porto e, infine, sembra aver trasformato in una pozzanghera permanente la propria stazione ferroviaria. Più che tagliati fuori, non esistiamo. Fingiamo di essere ciò che non siamo più da tempo immemore, ormai. E, cioè: una città con un minimo di dignità, con un proprio progetto di progresso, una visione sul futuro. Sguazziamo nella disperazione, ci appassioniamo alla verve parolaia del perdigiorno di turno eletto a profeta del nulla. E’ la sorte di chi vive con frenesia il suo essere periferia della periferia. Dotatevi di pinne e canotto, prima di prendere un treno che dovesse partire da Taranto.