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Mer, Nov

L'uomo che farà di Taranto una capitale della cultura

L'uomo che farà di Taranto una capitale della cultura

Editoriali di Vincenzo Carriero

Con Sebastio, statene certi, risaliremo la china. Il capoluogo jonico tornerà ad essere una gemma del Mediterraneo. Eventi, convegni, rassegne, grandi intuizioni. Da quando siede in Giunta, è tutto un pullulare di iniziative. Creatività allo stato puro

Ha l’aria trasognata, l’assessore Sebastio. In Consiglio comunale arriva per sedersi tra i banchi del governo con una flemma sorniona. Un passo alla volta, quasi a voler preannunciare il suo ingresso in Aula senza alcuna fretta. Cammina in differita, al rallentatore, con l’immagine che riflette una dimensione temporale diversa da quella reale. Un po’ come le partite di un tempo, con le squadre italiane in giro per l’Europa, che la Rai ci faceva vedere con un ritardo di mezz’ora rispetto all’effettiva celebrazione dell’evento. Sempre puntuale, sempre seduto accanto al sindaco o al suo vice. Sempre pronto ad incrociare lo sguardo con la telecamera piazzatasi davanti. Si ritrae, l’ex procuratore, per esibizionismo e non per timidezza. I microfoni, e i taccuini, li cerca proprio quando finge di disinteressarsene. La sua mimica facciale sembra rimandare al seguente precetto: io so a differenza vostra. Espressione riveduta, casareccia, parecchio provinciale, un tantino pelosa, del monito pasoliniano “io so ma non ho le prove”.
Tiene a precisare - lo fece anche con noi, quando fu ospite di Pop Politik, la trasmissione televisiva di CosmoPolismedia - che le deleghe ricevute sono due invece che una: quella alla Cultura e quella alla Legalità. E noi tutti sappiamo verso quale attività batte per davvero il suo cuore. In realtà le deleghe sarebbero tre, c’è anche quella relativa all’Attuazione del Programma. Se ne sarà dimenticato, l’assessore. Può capitare con tutto l’impegno che sta profondendo da componente dell’esecutivo municipale. Vuoi mettere la cultura, in una città come Taranto. E la legalità, vuoi mettere la legalità in una città come Taranto. La nostra, in effetti, è una realtà che pullula di eventi culturali. Sono talmente tanti, tutti assai originali tra l’altro, che non si sa dove metterli. Quanto alla legalità poi, chi può sentirsi più garantito di noi con un ex magistrato nella stanza dei bottoni. La vicenda del Cda Amat, con la nomina del nuovo presidente, sta a testimoniarlo ai malpancisti di turno, ai diffidenti di professione.  
Io so a differenza vostra. Poco? Molto? Non importa. Dinanzi ad un civil servant di tale fatta, dinanzi a chi non si schioda dalla propria poltrona neanche con le cannonate, al protagonismo imperituro e mai domo, perché non c’è giovane migliore di un vecchio giovane, tutto il resto è pleonastico. A suo modo, anche questa è cultura.