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Mar, Dic

Ha già vinto il Cretino Collettivo

Ha già vinto il Cretino Collettivo

Editoriali di Vincenzo Carriero

Noi di CosmoPolis sappiamo già come andranno a finire le consultazioni di domenica prossima. Conosciamo i vincitori, le percentuali conseguite dalle singole formazioni politiche e la futura squadra di governo. Conosciamo quello che tutti conoscono senza avere il coraggio (loro) e l’interesse (sempre loro) a rendere pubblico

Si vota domenica prossima, ma noi di CosmoPolis sappiamo già come andrà a finire. Conosciamo i vincitori, le percentuali conseguite dalle singole formazioni politiche e la futura squadra di governo. Conosciamo quello che tutti conoscono senza avere il coraggio (loro) e l’interesse (sempre loro) a rendere pubblico. Altro che Di Maio, e il suo inventario per un Esecutivo incostituzionale, che ha fatto crepare dalle risate il segretario di Mattarella. Altro che Berlusconi e il de senecute di Norberto Bobbio che mai ha letto e mai leggerà. Altro che Renzi e tutto il Grasso che cola ma non serve praticamente a nulla. Altro che tutti gli altri che, alla fine della giostra, non saranno altro che tutti gli altri. Noi le cose le facciamo per bene, altrimenti preferiamo lasciar perdere. Le elezioni rappresentano un passaggio inutile ed insopportabile, ormai. Noioso e finto. Della serie: ci sono le votazioni? Che palle! Neanche fossimo al festival di Sanremo. Continuando di questo passo, meglio abolirle. Le elezioni, chiaramente. E anche Sanremo, se si potesse. Non servono a nulla. Così come sono state congegnate, più che una festa per la democrazia segnano il suo funerale, la sua lenta dipartita. Seguire una campagna elettorale, poi, imbattersi nella pletora di candidati che ti propinano, prestare attenzione alle loro corbellerie, è peggio di una seduta dal dentista. Ascolti chi dovrà rappresentarti e ti senti, al suo cospetto, chiunque esso sia, un gigante. Tu sai, poco, molto, ma qualcosa comunque la sai. Loro, invece, l’unica cosa che sanno è quella di non sapere. Non fingono neanche più di apparire quello che non sono, né mai potranno essere. Salgono sui palchi, sfilano davanti alle tv, si aggirano per i teatri neanche fossero sull’Isola dei Famosi. E’ un casting, la nostra democrazia. Una caricatura disdicevole, invece, le nostre istituzioni.  E, allora, tornando all’esito di questa farsa che un tempo riempiva il cuore dei militanti e infondeva speranza nei senzienti, chi vincerà queste consultazioni?
Semplice, non l’avete ancora capito? Non le vincerà nessuno, anche se la sera del 4 marzo tutti diranno il contrario. Potere del proporzionale: con questo sistema elettorale, a perdere sono sempre gli altri. Noi di CosmoPolis, però, non vogliamo deludere i nostri tanti lettori. Siamo avvezzi al rischio. Assaporiamo il calice amaro della previsione senza assuefarci al suo odore. Le elezioni, cari amici, le vincerà il Cretino Collettivo. Non ha importanza lo schieramento, l’appartenenza partitica. Non ha importanza con quale percentuale. Saranno comunque in tanti. E trasversali gli uni con gli altri. Perché quella del Cretino Collettivo è una vocazione dell’anima. O, per dirla con le parole di Hegel, il volksgeist: lo spirito di un popolo. Un maligno spirito dei tempi…