E' totalmente inaffidabile

Editoriali di Vincenzo Carriero
Typography

E' bravo Big Michele, redarguito pure da Antonella Laricchia. "Noi dei Cinque Stelle al governo della Regione con lui? Non se ne parla neanche. Non appoggiamo i risultati deludenti della sua azione amministrativa". Non si dice così a Michelone nostro. Colui che amoreggia nei salotti televisivi con Travaglio, con Scanzi, con la Gruber, in un'orgia di (para)guru alle cime di rapa

La migliore definizione di Michele Emiliano, l’ha data Antonella Laricchia: “E’ totalmente inaffidabile …”. Respinge al mittente, la portavoce pugliese del M5S, la richiesta di una possibile alleanza di governo tra grillini e democratici per l’ente di via Capruzzi. Niente da fare, quindi. Ognuno va per la propria strada. “I risultati deludenti dell’azione amministrativa di Emiliano sono sotto gli occhi di tutti”. E, ancora: “Il governatore chiude le elezioni con un Pd in Puglia al di sotto di 5 punti rispetto alla media nazionale”. Della serie: il novello grillino ha fatto peggio del tanto detestato Renzi! Operazione tutt’altro che semplice di questi tempi. Distruggere la sinistra e la sanita pubblica (noi a Taranto ne sappiamo qualcosa!) è la stessa cosa per Michelone nostro. Quando si dice che uno è abile, molto abile…Ma lui, Big Michele, non si arrende. Tira dritto come un treno dell’alta velocità, in una Regione con ancora il binario unico sulla tratta Bari-Taranto. Fa sapere in giro di essere stato il primo ad aver sdoganato i pentastellati, offrendo loro ben due assessorati della sua giunta (Ambiente e Agricoltura) ad inizio legislatura. Rilascia intervista qua e là con un’aria greve, da persona responsabile (?), impegnata nello strenuo tentativo di salvare ciò che resta, e ancora resiste, di un’idea di sinistra nel nostro Paese. Viene invitato nei salotti televisivi e si atteggia a nuovo (para)guru di un progressismo con le pezze al sedere. Lui e Travaglio, lui e Scanzi, lui e la Gruber, lui e lui, amoreggiano con aria compiaciuta, e scarso senso estetico, sul nuovo corso instauratosi nel Paese dopo il voto di domenica scorsa. “Gli elettori hanno dato precise indicazioni, e io ho il dovere di tenerne conto”, ripete lo statista dal ghigno levantino. Tener conto di che, poi, non è dato sapere. Emiliano parla da vincitore, quando invece è uno dei maggiori sconfitti di questo passaggio elettorale. Uno dei maggiori responsabile del disastro in atto. Vuol redimere, moralizzare, dare onore a ciò che, egli stesso, ha distrutto e umiliato. Incredibile! Complice un sistema dell’informazione ruffiano, la piaggeria desolante di una borghesia residuale, e la paccottiglia della realtà adulterata e bell’è servita. Sbaglia chi ritiene Emiliano un grillino. Sbaglia chi ritiene Emiliano di destra. E sbaglia chi lo considera di sinistra. Emiliano non è niente, come tutte le persone che vogliono essere tutto. Ondeggia. Finge. Maramaldeggia. Tocca sempre a qualcuno piangersi gli errori della Storia.