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Una politica tutt'altro che Vergine

Una politica tutt'altro che Vergine

Editoriali di Vincenzo Carriero

La discarica di Grottaglie, i propositi di Big Michele, l'assenza di un Piano regionale dei rifiuti in Puglia. CosmoPolis vi svela i retroscena che si celano dietro un sito che racconta molto dell'Italia di questi anni. Aveva torto Travaglio, altro che se aveva torto: l'odore dei soldi è trasversale a qualsiasi tipo di olfatto...

Emiliano sbaglia comunque, qualsiasi cosa faccia. Sia quando promuove i Piani regionali, sia quando non li adotta, e resa stranamente inoperoso, il risultato non cambia. Sempre dinanzi ad un fallimento ci troviamo. L’uomo è fatto così; è negato anche se si atteggia a statista delle prugne. Delle Puglie, pardon. E’ accaduto con la Sanità, adesso la storia sta ripetendosi per quel che concerne le politiche ambientali. Nel primo caso, il Piano di riordino ospedaliero si è rivelato nient’altro che un colossale fallimento. Un aborto dagli effetti indicibili. Si toglie al pubblico per dare ai privati. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi. Non propriamente un Robin Hood dei tempi moderni, Big Michele. Un ircocervo,  quello sì: esponente (a parole) della sinistra che si atteggia (nei fatti) a destra poco compassionevole, ultraliberista, una sorta di fascio-comunista con sbandata a Cinque Stelle. Davvero un bel tipo, che soltanto la storia, con la sua consueta magnanimità, poteva regalarci. Che culo! Il risultato di tanta imperizia è presto detto: in provincia di Taranto, l’offerta dei posti-letto negli ospedali pubblici è pari, complessivamente, a 300 unità. Quella delle cliniche private, invece, è due volte tanto: 600. Capito? Dobbiamo continuare? Basta leggere questo dato per avere chiara l’idea di cosa si sia voluto realizzare con il nuovo progetto di sanità regionale targato Emiliano. Uno scippo, una rapina a mano armata consumata ai danni dei pugliesi.
Sanità dicevamo, ma non solo. Se passiamo all’ambiente, all’ecologia intesa come buona prassi di governo, le cose non cambiano. Anzi. Per questo settore, un Piano Regionale sui rifiuti non è stato mai realizzato nel Palazzo d’Inverno di via Capruzzi. La giornaliera migrazione di rifiuti solido urbani dai comuni del foggiano, per essere trattati e smaltiti nel tarantino, è la logica conseguenza di una totale assenza di programmazione in un settore così nevralgico. Anche in questo caso, il risultato è quello di fare arricchire i privati, i proprietari di discariche, e rendere più debole ed esposta a pericolosi rischi socio-sanitari le popolazioni residenti. In un quadro così poco idilliaco, s’inserisce la vicenda del sito della società “Vergine”, in quel di Grottaglie. Al di là delle prese di posizione per fare scena di questi giorni, ai gridi d’allarme striduli di questo o quell’esponente politico, ai comunicati stampa di facciata che si producano alla velocità della luce e che, alla stessa velocità, andrebbero cestinati perché non servono a nulla, bisogna raccontare la verità su quella discarica. Il proposito di Big Michele è quello di fare suo l’impianto, di portarlo in dote alla stessa Regione. La legge (la 152, articolo 253, nello specifico) statuisce i termini mediante i quali un bene di questo tipo possa essere confiscato al legittimo proprietario e passare in mani pubbliche. Il sito in questione non dev’essere inquinato! Ma l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, dice il contrario e smentisce il governatore. Afferma che si tratta di un impianto altamente inquinato e inquinante. E, allora, perché la Regione firma una lettera d’intenti con il proprietario della discarica, acquisisce la stessa, violando il dettato della norma? Delle due l’una: la discarica è inquinata e allora né la Regione, né nessun altro, può sottrarla al titolare legittimo attraverso la confisca.  La discarica non è inquinata, il passaggio dal privato al pubblico può concretamente avere luogo.
Venuto meno il proposito di realizzare una sorta di Amiu Puglia, con le municipalizzate delle diverse realtà provinciali inglobate in questo grande e redditizio contenitore, sulla falsariga dell’Era in Emilia Romagna, Big Michele ci riprova. Vuole prendersi la discarica Vergine di Grottaglie, effettuare la bonifica ed affidarla ad Aseco: la società controllata al 100% da Acquedotto Pugliese. Se non è zuppa e pan bagnato. Privati o pubblico, fa lo stesso. L’odore dei soldi è trasversale a qualsiasi tipo di olfatto…