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Domenica, 16 Dicembre 2018
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Questi signori non hanno letto Popper

Questi signori non hanno letto Popper

Editoriali di Vincenzo Carriero

Elezione del prossimo presidente della Camera di Commercio, dopo l'accorpamento con quella di Brindisi. Nomina del nuovo reggente di Confindustria. Indicazione per il prossimo numero uno del Consorzio Asi. CosmoPolis vi svela chi muove le fila dell'opaca società tarantina. Gli incarichi a km zero, possono dispensarsi. Qualcuno la chiama economia circolare: tutto inizia da me per finire sempre a me. E, il monito del grande filosofo austriaco, rimane lettera morta da queste parti

Una società chiusa, quella tarantina. Una realtà che non ha letto il grande filosofo austriaco: Karl Popper. Il suo liberalismo, la sua avversione agli ortodossi del tempio, ai soloni degli interessi costituiti, ai nemici della libertà, qualsiasi declinazione si volesse dare alla stessa, non abita a queste latitudini. In politica, nelle scienze finanziarie, nella scarsa propensione a promuovere quel poco di cultura che ancora resiste: la solfa è sempre la stessa. Una sorta di coazione a ripetere l’indicibile. Tu dai una cosa a me, io do una cosa a te; questo lo prendi tu, quest’altro lo dai a me, mi raccomando… E’ tutto un susseguirsi d’incarichi e promozioni prestabilite, studiate a tavolino, da queste parti. Un leccarsi a vicenda, continuo, nauseabondo, da consumarsi la lingua tanta è l’attività espletata. Altro che meritocrazia e libera concorrenza. Agli spiriti animali del mercato preferiamo il sotterfugio, l’accordo sottobanco, il sistema del ribasso – economico e morale - come stile di vita, come intimo convincimento e prassi quotidiana. La cupola omertosa alle piazze democratiche, i cuori di tenebra agli slanci coraggiosi, compiuti alla luce del sole.
Tutto s’iscrive in questo orizzonte sgraziato delle opportunità schiacciate, mortificate, vilipese. Ne volete un esempio? L’ennesimo di una lunga serie? Nei prossimi mesi ci sarà l’elezione del nuovo reggente della Camera di Commercio. Dopo la riforma licenziata dal governo uscente, l’ente tarantino dovrà fondersi con quello di Brindisi. L’anonimo Sportelli, l’impalpabile Sportelli che vorrebbe per sé l’incarico di presidente del Consorzio Asi, colui che ha guidato in tutti questi anni, senza che nessuno se ne accorgesse, la Camera di Commercio jonica, dovrà farsi da parte. Chi gli subentrerà? Il nome che circola con insistenza è quello dell’attuale presidente di Confindustria: Vincenzo Cesareo. Colui insomma che ricopre, allo stato attuale, lo stesso incarico che fu di Sportelli. E così, per uno strano e bizzarro gioco del destino, prima di Cesareo, c’è Sportelli; dopo Sportelli, c’è Cesareo. Una coppia granitica, interscambiabile, difficile da emulare, in grado di attraversare il tempo e sfidare lo spazio. E dopo Cesareo, alla presidenza della Confindustria (Statuto permettendo!), chi dovrebbe arrivare? L’ex presidente di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), e attuale vice di Cesareo alla guida degli industriali tarantini, nonché reggente di una inoperosa Agenzia (sempre di emanazione camerale) per il sottosoprasviluppo dell’area jonica: Antonio Marinaro. E la coppia più bella del mondo? Si è trasformata nel frattempo in una terna: Marinaro che subentra a Cesareo che subentra a Sportelli. La filiera del tutto a noi – e niente a nessuno – è servita. Gli incarichi a km zero, possono dispensarsi. Economia domestica, la chiama qualcuno. Gestita sul pianerottolo di casa, se preferite. Circolare, sarebbe più giusto chiamarla: tutto inizia da me per finire sempre a me. Capite perché non aver letto Popper costituisce un problema, anche in tempi – come i nostri - di rincoglionimento generale?