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Lun, Dic

La Piovra tarantina

La Piovra tarantina

Editoriali di Vincenzo Carriero

Sistema Sincon, assunzioni all'Asl, presunte inchieste giornalistiche: un grumo di potere economico e affaristico, con il beneplacito di una politica senza nerbo e storia, lavora per comprarsi quel poco - o molto - di futuro che ci è rimasto. Nel silenzio più generale, nell'assuefazione di un popolo che non conosce alcuna vergogna

Si allungano mani sospette sulla città di Taranto, con incedere deciso (e sinistro). Grumi di potere economico e affaristico, piovre tentacolari, animate da un’idea oligopolistica della democrazia, tentano l’ultimo affondo. Bisogna fare razzia di ciò che rimane ancora fuori, portare nel proprio guardaroba il possibile, e anche il suo contrario, prima che sia troppo tardi. I grandi appalti, la grande progettazione, le opere da completare, i posti di rilievo da occupare: tutto dev’essere condotto a casa, indirizzato verso una sola parte, rivendicato dai soliti noti. La politica, debole com’è, asseconda questo disegno. Corre dietro allo stesso quando non viene derisa, sbeffeggiata. Relegata in un angolo angusto, da inchieste giornalistiche che inchieste non sono, per manifesta incapacità dei suoi precari protagonisti. Da regole saltate. Da codici infranti. Da una grammatica pubblica incagliatasi nei rivoli di un linguaggio senza più alcuna semantica. C’è un avanspettacolo peggiore del dolo, un’approssimazione che stride con la ricerca della verità. E’ una precisa tecnica comunicativa, utilizzata con maldestra regolarità: sparare nel mucchio, cavalcare le onde emozionali del momento, e sviare dalla vera contesa in atto. Chi sarà a costruire il nuovo Ospedale San Cataldo nei prossimi anni? E la Talsano-Avetrana, una delle più importanti infrastrutture del territorio, a quali gruppi imprenditoriali fa gola? Il porto, dopo l’abbandono di un vettore internazionale come Evergreen, e il suo declassamento a scalo di terzo livello, a chi lo faremo gestire? Le ingenti risorse con le quali implementare il sistema turistico locale solleticano la fantasia (e non solo quella) di precisi e reticolari interessi in campo. Le assunzioni all’Asl, il ruolo della Sincon, impresa privata che lavora con il pubblico, nella sanità tarantina e in quella pugliese, vanno fatte rientrare in un contesto più ampio. La verità giudiziaria guarda al contingente, al fatto specifico; quella giornalistica, invece, quando non è commedia dell’arte, sensazionalismo d’accatto, protagonismo demenziale, s’interessa ad una lettura d’insieme, ad un canovaccio composito: con la stretta attualità a fare da contraltare a comportamenti dalla valenza antropologica. Vogliono spartirsi quel che resta di Taranto, camminare sopra il corpo inerme di un territorio senza popolo: sedotto e abbandonato. Pasolini, nei suoi Scritti corsari, scriveva a proposito del malaffare italiano: “Io so, ma non ho le prove”. Qui ci sarebbero anche quelle.