Intervista con la Storia

Editoriali di Vincenzo Carriero
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Sceglie di dire per non dire, il sindaco di Taranto. Affida le sue esternazioni, da finto buonista, alla sicura - e ovattata - tribuna domenicale di un giornale barese. Quello che ne esce fuori è tutto ciò che mai dovrebbe essere il giornalismo

Dice molto per non dire niente, il primo cittadino di Taranto. Sceglie come tribuna domenicale, affida le sue esternazioni da finto buonista, all’edizione tarantina di un giornale barese. Luogo da sempre rassicurante dove sono bandite le domande scomode, i contradditori scivolosi, così come prevede una certa vulgata da capitani coraggiosi dell’informazione locale. Evviva il politically correct. Ilva, Bilancio comunale da approvare in settimana, concerto del 1 maggio: va in scena l’epifania dei sorrisi concilianti, degli abbracci smorzati. Salamelecchi in quantità industriale tra intervistato e intervistatore, domande al rallentatore, risposte con il silenziatore. Dio è uno e trino, secondo la dottrina cristiana La circolarità di certi finti ragionamenti, invece, è una e cretina per la morale popolare. E non solo per quella. Sempre meglio ovattare che accertare. Sempre meglio evitare che intralciare il manovratore - o chi per lui. Sempre meglio attardarsi sul sempre meglio (che è altra cosa dal sempre giusto) che ricercare la verità nella città delle sacrestie senza sacrestani. Cosa pensa il sindaco di Taranto della sua staffista? E’ stata una bimba la Imbimbo nel vergare il suo curriculum? Come mai un ex capo di gabinetto, in pensione da appena qualche mese, torna al suo vecchio incarico con una consulenza esterna e ricchi premi - e cotillons - per le missioni che dovrà effettuare da questo momento in poi? Quanto altro tempo bisognerà aspettare prima che si nomini il nuovo assessore alla Cultura: posto rimasto vacante, ancor prima che vacante lo fosse per davvero, con l’allontanamento dell’ex procuratore Sebastio? Quali sono i rapporti con il governatore pugliese? Il complesso di Edipo si è trasformato nel frattempo, dopo il voto delle Politiche, in amplesso non ricambiato? Nessuno penserà che i due abbiano rotto per davvero, con il vicesindaco barese, il presenzialista dei due mondi, il piacione levantino, il vicesindaco facente funzione di sindaco, ancora al suo posto. In un’intervista-non intervista, con un canovaccio votato all’abbottonatura dall’inizio sino alla fine, con il dire elevato a non dire, con il-tu-chiedi-a-me quello che io-voglio-che-tu-chieda-a-me,  qualcosa emerge (questo è il giornalismo che ci piace!). C’è sempre una fuga di notizie lì dove non esiste la notizia. Il sindaco si attende un atteggiamento responsabile, da parte di qualche componente dell’opposizione, quando verrà votato il Bilancio di previsione. I cambi di casacca sono stati decisi da tempo, vanno soltanto ufficializzati. I nomi di chi siederà in maggioranza si conoscono da sempre. Verranno riportati, come al solito, nell’intervista di domenica prossima sul Corriere dei Piccoli.