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Mar, Ott

"Io mi sono stancato". Noi anche

"Io mi sono stancato". Noi anche

Editoriali di Vincenzo Carriero

Rinviata la discussione sul Bilancio di previsione nella seduta di questa mattina. Le opposizioni abbandonano l'Aula in segno di protesta. Il sindaco si lancia in uno show parolaio da far cadere le braccia. E intanto CosmoPolis entra a far parte ufficialmente della lista di proscrizione stilata a Palazzo di Città. Poco male. Interviste compiacenti da noi non ne avrà mai: lui al pari di chiunque altro

La testa china. Lo sguardo genuflesso verso il display del cellulare e i fogli dove sono appuntati numeri e riflessioni. Melucci non vola alto, glielo nega la sua postura. Non vola neanche basso. Non vola punto e basta. Sempre proteso in avanti, quasi a schermirsi dagli sguardi altrui. Sembra cadere anche da seduto con la sua posa pendula. Il Bilancio di Previsione è un dettaglio per il primo cittadino. Che lo si approvi oggi, che lo si rinvii, come proposto dal consigliere Capriulo e alla fine deliberato dai colleghi di maggioranza (le opposizioni hanno abbandonato l’Aula per proteste), poco gli interessa. La sua è una battaglia a tutto campo contro chiunque mostri di criticare, sollevare dubbi, avanzare perplessità, circa l’operato della giunta. Amico/nemico, non esiste altra opzione rispetto a questa diade di valori per il figlio che Big Michele avrebbe tanto voluto. Quello specifico figlio e non altri. Chiaroscuri, posizioni terze, intermezzi, la quintessenza insomma dell’intelligenza umana prim’ancora che politica, sono bandite dal suo vocabolario comportamentale. Quando si alza (che fatica!) per pronunciare il suo intervento-invettiva ne ha per tutti: contro la maggioranza che preferisce le veline da passare ai giornalisti rispetto agli ordini di scuderia, contro il Collegio dei revisori che solleva dubbi tecnici sul Bilancio (“Come si permettono questi signori d’intralciare l’operato della politica…?”), contro l’odiata stampa – o parte residuale della stessa - che non vuole saperne di allinearsi (noi di CosmoPolis siamo stati da tempo inseriti in una lista di proscrizione, per questo non ci arrivano più comunicazioni ufficiali da parte dell’ente municipale) al monarca di turno. Parla meno di cinque minuti il sindaco, è una sintesi disordinata la sua. Si capisce che la competenza, assieme alle idee, latitino. L’ultima frase che pronuncia, assai in tema gli va riconosciuto con l’argomento trattato, è la seguente: “Io mi sono stancato (…)”. Noi anche, sindaco. Siamo stanchi della sua strana concezione della democrazia. Delle sue velate minacce ad un Consiglio comunale che, tanto quanto lei, non vuole andarsene a casa. Della sua spocchia da liceale con la media del 7. Della sua idea divisiva della città e dei rapporti interpersonali. Taranto è una grande capitale del Mediterraneo. Avrebbe meritato ben altra guida!