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Mar, Dic

Mimì metallurgico ferito nell'onore

Mimì metallurgico ferito nell'onore

Editoriali di Vincenzo Carriero

Non voglio andare a casa: in questa espressione, si cela il nuovo mantra della politica ai nostri giorni. Non c'è dignità, distinguo, ragionamento programmatico che tenga. No Melucci, No Party. E la Confraternita della Pizzella gongola, in paziente attesa di assestare il colpo del secolo

Con – o senza – il parere dei revisori, il Bilancio è approvato. Melucci continua a fare male il sindaco (ma questa non è una novità!) e tutti vissero felici e contenti. I peones del Consiglio comunale, di maggioranza e opposizione, conservano la poltrona. Gli assessori conservano la poltrona. Il primo cittadino conserva la poltrona. Persino la poltrona conserva se stessa: poltronasifà… Alla fine dei conti, all’inizio dei conti, con conti in regola o disastrati, interessava e interessa solo  questo. A tutti, governisti e malpancisti. Nessuno vuole andare a casa, nessuno vuole uscire dal “detestato” Palazzo nel quale è asserragliato. Non c’è scienza della politica che tenga, distinguo o presa di posizione da caldeggiare, riunioni di volpi e stragi di galline da perpetuare dinanzi a questa verità incontrovertibile. Operaio o professionista, occupato o disoccupato, sedicente ideologo o ciarlatano in servizio permanente effettivo, non fa alcuna differenza: No Melucci, No Party. Tutto resti tale e quale, nonostante le offese patite e le gote arrossate. La dignità, o qualcosa che la ricordi alla lontana, è stata riposta da tempo su qualche bancone dei mercatini delle pulci.
E Taranto come si combina, come s’interseca con tutto ciò? Quale futuro è lecito consegnarle? I dossier aperti sono tanti, non riguardano solo l’Ilva e il suo nuovo assetto societario. Investono il porto, la realizzazione della Talsano-Avetrana, la possibile costruzione del nuovo ospedale, i lavori di bonifica e copertura dei parchi minerali, la valorizzazione e il recupero della città vecchia, il distretto del turismo e le energie rinnovabili. Le mani sulla città sono state allungate, i palpeggiamenti non conoscono ritrosia e senso del pudore. Ci sono tanti soldi da intascare.
La Confraternita della Pizzella gonfia il petto, gongola. Non teme rivali, non ha rivali. E si appresta ad assestare l’ultimo colpo: quello esiziale. Quello atteso da una vita. Sa di poter contare su una politica d’improvvisati, di figuri – e figurine - da circo equestre. Con il Ceo di Arcelor Mittal ci parla Melucci. Con il Financial Times sotto il braccio, il nostro Mimì metallurgico ferito nell’onore salverà livelli occupazionali e modalità contrattuali. Statene certi. Per adesso ha salvato se stesso, con il Bilancio votatogli dall’odiato Consiglio comunale.