Così parlò Zarathustra

Editoriali di Vincenzo Carriero
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E' Big Michele il nostro Zoroastro: un anticristo fattosi povero cristo. Assieme al giovane Montalbano ci ha deliziato, con la sua visione di futuro, alla festa del Primo Maggio tarantino. Sarà il clima festaiolo, sarà la musica assordante, sarà il caos etilico, ma tante cazzate raccontate tutte assieme non le avevamo mai sentite. Chapeau

Cosi parlò Emilano Zarathustra! Un povero cristo più che un anticristo 2.0, ci sia consentito dire, con l’avallo di Nietzsche. Emblema, esempio adamantino, di ciò che la politica – e una certa disinvolta gestione delle istituzioni - sia divenuta ai nostri giorni: sproloquio. Confusione organizzata al solo scopo di impreziosire il proprio ego. Demagogia un tanto al chilo, da dispensare sempre e comunque. Tanto che ci si trovi ad un congresso medico-scientifico, alla direzione di un partito (esistono ancora, i partiti?) o all’assemblea annuale dei soci della bocciofila. Il canovaccio non cambia: ingraziarsi la platea astante. Fare il piacione. Recitare a soggetto quello che, l’interlocutore del momento, vuole sentirsi dire. Avere una posizione, caldeggiare un’idea, sposare una tesi senza avere una posizione, caldeggiare un’idea, sposare una tesi. Un disastro! Una sgrammaticatura logico-deduttiva prima che istituzionale. Cioè: Emiliano. Tutto è niente per il governatore delle Puglie. Quello che vale adesso perde significato un attimo dopo. E viceversa. Fidarsi di Big Michele è come gettarsi da un aereo sapendo che il proprio paracadute è guasto. Mai credere a quello che dice, se non vuoi essere fregato in un nanosecondo.
Che il giovane Montalbano dispensi cazzate al cenone – pardon, concertone – del Primo Maggio tarantino, ci può stare. Fa l’attore, capisce forse di recitazione, non è detto che sappia di altro. Non è lecito neanche sperarlo a guardarlo bene in faccia. Che a farlo sia anche l’ex titolare dell’inchiesta giudiziaria “Arcobaleno” non è tollerabile. Non è consentito. Offende le intelligenze di quei tarantini che assieme alla canzoni, ai balli e al caos etilico gradirebbero non essere presi per il culo. La festa passa, i problemi restano. Il popolo non s’illude, semmai si educa. La politica è esercizio responsabile quando non si ritrae nel mercimonio. Chiudere l’Ilva domattina, non è possibile! Sarebbe bello, ma non sempre ciò che è bello – e giusto – e anche realizzabile. Almeno nell’immediato. Gli ospedali si, quelli possono essere chiusi. I Pronto soccorsi si, quelli possono essere chiusi. L’assegno regionale relativo al reddito di dignità si, questo genere d’impegno può essere disatteso. Il Piano regionale sul ciclo dei rifiuti sì, politiche ambientali di questa importanza possono essere tranquillamente non espletate. Vero, Emiliano? Persino i grillozzi, che a Roma avrebbero voluto un’alleanza con l’odiato Pd, pur di accontentare Giggino nella sua corsa vana verso Palazzo Chigi, in Puglia respingono le avances di Big Michele. Vuoi che i populisti non riconoscano un populista, uno di loro che solo il caso – e l’opportunismo -  hanno posto da un’altra parte? Vuoi che tra dilettanti allo sbaraglio non scatti un meccanismo d’identificazione e di manifesta diffidenza?
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