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Ven, Dic

Lascia anche il presidente dell'Amiu

Lascia anche il presidente dell'Amiu

Editoriali di Vincenzo Carriero

Dimissioni, ritiro di deleghe, gestione politica a dir poco pazzoide: Taranto è una città che sprofonda, senza una guida riconosciuta come tale. Abbiamo lasciato fare per troppo tempo agli incapaci, con quest’ultimi che adesso credono di essere realmente indispensabili

Lascia anche il presidente dell’Amiu, Luca Tagliente. Dimissioni, ritiro di deleghe, gestione politica a dir poco pazzoide, con la soluzione facile del rimpasto prima e del reintegro dopo: Taranto è una città che sprofonda, neanche tanto lentamente poi. Non ha una guida riconosciuta come tale, difetta in autorevolezza. Manca di un progetto complessivo. L’unica sua certezza è rappresentata dalla costante – e divertita – precarietà. Lo sport più diffuso, nel luogo dove ebbe i natali l’Atleta di Taranto (e non di Bari o Lecce), sembra essere ormai il fuggi-fuggi. I tempi cambiano, le discipline ginniche anche. Si va via da tutto, si va via per inerzia più che per convinzione. Si va via perché non si ha altro da fare, la quale cosa è già tutto un programma. E’ un gran peccato, ma la realtà è questa. Inutile girarci attorno. Tante potenzialità che non si riescono a declinare in operatività reale, in atti concreti. Abbiamo lasciato fare per troppo tempo agli incapaci, agli scappati di casa, con quest’ultimi che adesso credono di essere realmente indispensabili. L’Amiu andrebbe privatizzata; l’Amat anche. Il socialismo municipale non lo si pratica più neanche nei paesi scandinavi. Anche nella mediterranea Taranto è tempo di scrutare il futuro. Se fosse intriso di merito, meno schiacciato sul dilettantismo avventuriero, l’avvenire che è una gran bella cosa sarebbe anche meglio.