21
Mer, Nov

Far nascere una casa del mare nell'ex sede della Banca d'Italia

Far nascere una casa del mare nell'ex sede della Banca d'Italia

Editoriali di Vincenzo Carriero

Basta con i praticoni nella stanza dei bottoni, si bandisca l'ordinarietà: un lezzo maleodorante che rischia d'infognarci. Il Paese, la città di Taranto, necessitano di scelte coraggiose. Siamo noi, e nessun altro, i padroni del nostro destino. Per quanto tempo ancora ignoreremo il fatto che esibiamo ricchezza e fascino?

Nei momenti straordinari servono scelte altrettanto straordinarie. Quando le opportunità diminuiscono, si riducono, tendono ad indietreggiare, spetta all’ingegno compiere un salto in avanti. E alla creatività guadagnare campo, reclamare maggiore visibilità per se stessa e i suoi propositi. Questo c’insegna la storia dell’umanità nelle sue diverse fasi. Questo è quello che il buon senso, un popolo non ridotto a massa inerme, dovrebbe pretendere da un’intelligente declinazione delle scienze sociali ed econometriche. La politica è suggestione quando non rifugge in algida burocrazia. Una classe dirigente è realmente tale quando non si nasconde, non confonde se stessa con il disbrigo di pratiche impiegatizie. Il nostro Paese, la città di Taranto, giunti a questo tornante della propria vicenda esistenziale, hanno un disperato bisogno di proposte non ordinarie, di opzioni ardite. Questo giornale, la folle passione che ne alimenta il sogno sin dal suo atto di nascita, si è spesso cimentata in questo esercizio. Quale? Lanciare pietre nello stagno, sperando che dai cerchi d’acqua possano discendere scelte coraggiose oltre a disegni dalle forme suggestive. E’ mai possibile che una città bagnata da due mari, non presenti nella propria offerta scolastica un istituto nautico degno di questo nome praticamente da sempre? E’ mai possibile, constatata la nostra ricchezza archeologica, la sedimentazione culturale che scandisce le diverse ere attraversate dall’ex capitale della Magna Grecia, non pensare di far nascere un museo del mare in grado di coniugarsi con un’eccellenza già presente sul territorio come il MarTa? Perché non portare queste attività, per esempio, tutte assieme, nell’ex sede della Banca d’Italia ubicata in Piazza Ebalia? Con corsi universitari, semmai, in Maricoltura e discipline sportive da praticare in acqua? Siamo noi a disegnare il nostro destino. Siamo noi, e nessun altro, a poter imprimere una svolta alle nostre vite. Abbiamo vissuto di ordinarietà spicciola negli ultimi venticinque anni e sappiamo bene, avendolo imparato a nostre spese, a cosa  ci siamo ridotti. Serve un sussulto, il rispolvero di una passione, la ricerca di un’utopia. Basta con i praticoni. Siamo ricchi e fortunati, anche se continuiamo ad ignorarlo.