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Mer, Nov

A Valenzano devi andare

A Valenzano devi andare

Editoriali di Vincenzo Carriero

L’ex borgata di Taranto è un fulgido esempio dei mali arrecati da uno sviluppo senza etica, da una modernità molto profittevole (per alcuni) e poco progredita, nel senso attribuito a questo termine da Pier Paolo Pasolini. (...) Si cominci con il dire la verità sulla discarica Mater Gratiae, su cosa – il privato prima e lo Stato dopo – hanno continuato a sotterrare in quel sito, tanto da rendere impossibile qualsiasi operazione futura di bonifica dello stesso. Altro che Terra dei fuochi, si oltrepassino i cancelli sulla Taranto-Statte e si entri nell’area incriminata. Ognuno ha la sua Camorra e il proprio Inferno, basta dirlo. Senza ipocrisie e giri di parole

Buoni i propositi, deludenti i risultati. La manifestazione dell’altra sera, organizzata dal gruppo consiliare “Statte 2.0” nel comune jonico, aveva già nel titolo dato all’iniziativa una missione proibitiva: “Chi tutela l’ambiente?” Forse l’interrogativo andava declinato in maniera diversa: ‘Come si tutela l’ambiente?’ E ancora, prese le distanze da radicalismi e oltranzismi ideologici di una società senza più idee (che sono cose ben diverse dalle ideologie) e opportunismi politici di vecchio e nuovo conio: ‘Che cosa intendiamo per ambiente?’ L’ex borgata di Taranto è un fulgido esempio dei mali arrecati da uno sviluppo senza etica, da una modernità molto profittevole (per alcuni) e poco progredita, nel senso attribuito a questo termine da Pier Paolo Pasolini. Inutile la presenza dell’ingegnere Valenzano – capo dipartimento per le politiche ambientali della Regione: i tecnici, gli esecutori, i burocrati insomma, hanno un ruolo ancillare rispetto alla politica. Se la Puglia non ha un Piano per il trattamento e lo stoccaggio dei rifiuti, le responsabilità non sono certo le sue. Se Emiliano presenzia più che governare, se Big Michele – bontà sua - è professore emerito di populismo sgraziato e non sa neanche dove sia di casa il riformismo amministrativo, la colpa non è di una Valenzano qualsiasi (penosa e, a tratti, imbarazzante la sua disquisizione sugli scarsi strumenti che avrebbero le autorità pubbliche in relazione alle attività esercitate dai titolari di discariche e impianti per lo stoccaggio dei rifiuti). Se l’ambientalismo tarantino - e italiano - si rinchiude nella torre d’avorio del disfattismo felice, ama ascoltarsi senza ascoltare, perseguendo un afflato negazionista e pauperistico invece che imparare dai Verdi tedeschi cosa significhi declinare l’ecologismo in una chiave gradualista e governista, a vincere sarà sempre un’idea “sporca” e adulterata di società. L’Ilva va chiusa, è vero. Si inizi a farlo con la sua area a caldo, così come già avvenuto a Genova. Si cominci con il dire la verità sulla discarica Mater Gratiae, su cosa – il privato prima e lo Stato dopo – hanno continuato a sotterrare in quel sito, tanto da rendere impossibile qualsiasi operazione futura di bonifica dello stesso. Altro che Terra dei fuochi, si oltrepassino i cancelli sulla Taranto-Statte e si entri nell’area incriminata. Ognuno ha la sua Camorra e il proprio Inferno, basta dirlo. Senza ipocrisie e giri di parole.
Lo ripetiamo: i propositi di un’iniziativa come quella dell’altra sera sono encomiabili, l’analisi è lacunosa nonostante l’eco-marxismo rivendicato da qualcuno (tutte le analisi che contemplano il sostantivo “marxismo” sono storicamente fallaci), la sintesi è semplicemente inesistente. Quasi fuorviante. Chi tutela l’ambiente? Statene certi: la risposta, al prossimo convegno e incontro, decreto o norma governativa, non arriverà. L’interrogativo, inevaso, distribuisce ruoli, prefigura carriere, definisce nuovi protagonismi. Le risposte, invece, quelle vere e non soltanto declamate, rischierebbero di fermare la giostra sulla quale in tanti sono comodamente seduti.