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Sab, Nov

Patto Molotov-Ribbentrop 2. La vendetta

Patto Molotov-Ribbentrop 2. La vendetta

Editoriali di Vincenzo Carriero

Tu vai lì, io mi sistemo qui. A te, invece, diamo questo. Altro che Jalta, questa sì che può definirsi politica con la P maiuscola. Stiamo scrivendo la Storia, abbiatelo a mente. Che culo

Melucci, presidente della Provincia. Tamburrano suo vice, con delega ai Lavori Pubblici e all’Ambiente. Gianfranco Chiarelli, ex parlamentare della Repubblica, non rieletto alle scorse elezioni, direttore generale dello stesso ente. Tutti per uno, uno per tutti nel bazar della politica tarantina. Dopo Jalta, c’è da giurarci, siamo al cospetto del più importante passaggio della storia contemporanea. Che culo. L’accordo sarebbe stato suggellato nel corso di una cena tenutasi in un noto ristorante di Massafra qualche giorno fa. La data del 31 ottobre si avvicina, bisogna far presto, non lasciare nulla al caso. Mettere da parte vecchi rancori, idiosincrasie più o meno confessate e viaggiare spediti verso la meta. Perché la politica – o ciò che continua a chiamarsi tale – più che passione per le proprie idee, più che lavoro per assicurare un futuro alle comunità rappresentate, più che progetto di una data società, è collocare se stessi. Altro che i partiti usati come taxi, dai quali l’ex presidente dell’Eni, Enrico Mattei, saliva e scendeva per il proprio tornaconto personale. Qui ci siamo spinti oltre. Della serie: Franza o Spagna, purché se magna. E poco importa che la Talsano-Avetrana, l’infrastruttura che potrebbe cambiare in meglio il destino turistico-culturale della nostra provincia, non si riesca a completare per responsabilità dello stesso ente di via Anfiteatro. E poco importa che la manutenzioni delle nostre strade ricordi, in molti casi, la Beirut degli anni ’80 più che la rete viaria di un paese che rivendica standard elevati di civiltà. E chissenefrega se la nostra provincia non ha un’idea, che sia una, d’identità diffusa, di cultura partecipata, su come tenere assieme realtà comunali differenti tra loro, collocate ad un estremo o all’altro dell’area jonica. Etica dei principi ed etica della responsabilità, ci ammoniva Max Weber. Qualcuno vuol prendersi la briga di spiegare la differenza che passa tra i due concetti agli estensori del Patto Molotov-Ribbentrop?