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Sab, Nov

Il centrodestra, Melucci e la pratica dell'harakiri

Il centrodestra, Melucci e la pratica dell'harakiri

Editoriali di Vincenzo Carriero

Dividi ricchezza e diventa povertà. Non solo Gugliotti, le forze conservatrici spingono perchè anche il sindaco di Sava sia della partita per il dopo Tamburrano. "Rinaldo in campo" gongola, si frega le mani per la gioia. Chi volesse disimparare la politica e le sue consuetudini, si regali una vacanza-studio a Taranto

La pratica più in voga nel centrodestra tarantino è quella dell’harakiri. Il suicidio dei vecchi samurai giapponesi, offesi nella propria dignità. In casi del genere la dignità non c’entra nulla. Magari si trattasse di questo. In realtà, si toglie la vita politica a se stessi per sbarrare, al tempo stesso, la strada del successo a chi siede al tuo fianco. E, per converso, favorire, promuovere l’avversario (più apparente che reale). Chi volesse un esempio di tutto ciò, cimentarsi su questa nuova variabile impazzita della scienza politica, dovrebbe riflettere su quanto sta accadendo per le elezioni del prossimo presidente della Provincia. I partiti di centrodestra hanno un candidato ufficiale, il sindaco di Castellaneta: Giovanni Gugliotti. Dall’altra parte, le forze di centrosinistra, sostengono il primo cittadino di Taranto: Rinaldo Melucci (i democristiani del Pd, definizione questa non mia ma di Pietro Ingrao, dopo il discorso di Veltroni al Lingotto di Torino, non sbagliano mai una mossa!). Sin qui tutto bene. E’ la normale dialettica democratica. La differenza che passa tra due schieramenti contrapposti. Ma l’inganno è lì, di fronte a noi. Pronto a manifestarsi con tutta la sua virulenza. Il centrodestra lavora per avere un altro candidato, oltre Gugliotti: si tratta del sindaco di Sava, Dario Iaia. Il lettore presti attenzione, perché il suicidio – o harakiri che dir si voglia – sta per compiersi proprio in questo passaggio. Che senso ha promuovere due candidati invece che uno, nell’ambito poi della stessa area politica, se non quello di favorire l’avversario che a parole si dice di voler combattere. Dividi ricchezza e diventa povertà. Assurdo. A raccogliere le firme per Iaia (ne servono 70, da reperire tra i consiglieri comunali) è l’ex parlamentare di “Direzione Italia”: Gianfranco Chiarelli. Un altro che capisce la politica come pochi, un altro dotato di talento purissimo per questo genere di cose al pari del Pd. E’ vero che perdere è lo sport preferito per il centrodestra ionico, una sorta di esercizio irrinunciabile: perde alle amministrative per Taranto, perde alle politiche, perde così facendo alle provinciali. Perde sempre, insomma. Ma tutti restano al loro posto, perché non c’è successo più avvincente che non si consumi attraverso sconfitte reiterate, coltivate da pivelli troppo a lungo sopravvalutati. Lo scoop di CosmoPolis,  raccontato nei giorni scorsi è bello e servito: settori del centrodestra lavorano per far vincere Melucci. E’ evidente. E’ arcinoto. E poco c’importa se siamo gli unici a scriverlo.