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Dom, Dic

Il programma con le infradito

Il programma con le infradito

Editoriali di Vincenzo Carriero

Melucci presenta la propria candidatura per la presidenza della Provincia. La coalizione di centro-sinistra-destra si stringe attorno al proprio paladino, anche chi stamattina non poteva farsi vedere dalle parti di Palazzo di Città. In prima fila, come sempre, più di sempre, i democristiani del Pd con le loro facce da prèfica nei cortei funebri

Conferenza stampa col trucco, quella tenuta questa mattina a Palazzo di Città. Il sindaco, il Leonida de’ noantri, l’amico di Emiliano ieri e di Vico oggi, il nemico di Calenda ieri e della stampa non allineata e ruffiana ieri come oggi, colui che si è messo in testa di fare anche il presidente della Provincia, assieme ai suoi compagni di viaggio ha presentato la propria candidatura per la guida dell’ente di via Anfiteatro. Non erano tutti presenti; coloro che dicono a parole di collocarsi ancora nel centrodestra, per ovvie ragioni, non potevano farsi vedere da quelle parti. Con il cuore, però, erano li ad abbracciare e a stringere affettuosamente il proprio paladino. Si tenevano in contatto con gli smartphone, chiamavano con insistenza un Mancarelli qualsiasi. Facevano giri larghi attorno al municipio, alla stregua di fidanzatini adolescenti dinanzi all’abitazione della propria morosa. E bravo “Rinaldo in campo”. E bravi i doppiogiochisti di professione: chi trama all’ombra dei propri interessi particolaristici, perché non sa – e non vuole – fare altro. Leonida va giù che è una bellezza, neanche fosse una Raffo ghiacciata in un torrido pomeriggio di luglio. Parla di un’infrastruttura qua, di un’infrastruttura là, di un’infrastruttura sopra, di un’infrastruttura sotto, qualora dovesse essere eletto presidente il prossimo 31 ottobre. Infrastrutture che divengono infradito. Da indossare, semmai, un giorno sulla Regionale 8 e quello seguente lungo la strada che collega Taranto a Castellaneta. Con viso da prèfica, i democristiani del Pd annuiscono. Sono almeno quarant’anni che i nipotini di Belinguer e Moro combinano guai nel Paese. La campagna elettorale ha avuto inizio, i cittadini non votano. Non sarebbe comunque cambiato nulla.