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Mar, Dic

Con il fiato sospeso

Con il fiato sospeso

Editoriali di Vincenzo Carriero

Non basta inaugurare un reparto per farlo funzionare a pieno regime. La storia della Pneumologia toracica a Taranto che CosmoPolis ha il coraggio di raccontarvi. E chi altri sennò

Dopo il reparto di Pneumologia inaugurato nei giorni scorsi all’Ospedale oncologico “Giuseppe Moscati” – con taglio del nastro e solito codazzo ossequioso - c’è sempre il reparto di Pneumologia. Un reparto, però, che passata la sbornia dei festeggiamenti, dei salamelecchi, di baci e abbracci dispensati alla velocità della luce, sia messo nelle condizioni effettive di operare al meglio. Di fungere, cioè, da unità complessa così come recita la legge di riordino ospedaliero varata dalla giunta Emiliano. In caso contrario, avremo posto fine ad un’ingiustizia, l’ennesima, perpetrata ai danni di questo territorio (Taranto e la sua provincia, unico caso in Puglia, non vantavano l’offerta della pneumologia toracica nel comparto pubblico nonostante il triste primato assegnatole di “città dei veleni” e dell’inquinamento atmosferico) senza raggiungere comunque l’obiettivo agognato. Allo stato attuale, i posti letto garantiti nella struttura dipartimentale sono 10 rispetto ai 20 previsti dallo stesso Piano. Consideriamo 20 già un numero esiguo, quasi offensivo, se rapportato ad una popolazione di circa 600 mila abitanti, figuriamoci poi 10. Per quanto concerne il personale medico ed infermieristico, le dotazioni organiche sono ben al di sotto della mole di lavoro che un reparto di quel genere richiede ogni singolo giorno. Questo numero va implementato, bisogna fare presto. I dati sui malati pneumologici cronici, quasi sempre affetti da patologie oncologiche, sono in costante aumento nella nostra realtà. Vanno bene i sorrisi di circostanza quando di fronte ti piazzano una telecamera, va bene che tra poco più di un anno saremo chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio regionale, va bene tutto, anche il suo contrario se fosse necessario, ma non si scherzi su un tema così importante. Altra cosa, sulla quale il sottoscritto e questo giornale si sono battuti  a più riprese nei mesi scorsi: perché indetto un concorso per il ruolo di primario, risultato vincitore un professionista, a distanza di oltre un anno e mezzo dalla celebrazione dello stesso non si provvede ancora ad affidare l’incarico? C’è una Pneumologia dopo la pneumologia nastri e cotillon. Di continuare a vivere con il fiato sospeso, nessuno sente più il bisogno. Soprattutto nella città dei veleni che minacciano i nostri polmoni.