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Ven, Nov

Leibniz a Palazzo di Città

Leibniz a Palazzo di Città

Editoriali di Vincenzo Carriero

Come si fa a parlare con il sindaco di Taranto? Non esiste alcuna interlocuzione con il primo cittadino. L'amara constatazione del vicepresidente della Provincia e del segretario generale della Uil. Un mondo chiuso, un atomo psichico. Così si è ridotta la maggiore istituzione del territorio? Meno male che abbiamo la nostra classe negligente. Lei sì che sa come ci si vende per un tozzo di pane...

Difficili parlargli. Interlocuzione pari a zero, del tutto inesistente. A Palazzo di città siede una monade più che un amministratore pubblico. Non senso attribuito a questo termine da Leibniz: mondi chiusi, atomi psichici. Sia il vicepresidente della provincia (Raffaele Gentile) che il segretario generale della Uil (Giancarlo Turi), nel corso dell’ultima puntata di Pop Politik, hanno ribadito l’ovvio: “Con il sindaco Melucci non esiste alcun rapporto istituzionale…”. Peccato. Per Taranto, soprattutto. Per le sue aspettative di rivalsa ancor più che per il primo cittadino - una sorta di turista per caso - eletto con un consenso "largo": il 15% dei tarantini. Pensa un pò tu com’è messa la democrazia partecipativa da queste parti… E non solo quella, purtroppo. Ancora una volta, è proprio il caso di dire, la Storia si è presa gioco della seconda città pugliese. Gli ha voltato le spalle, abbandonandola al proprio destino. Non c’è Mittal che tenga. Altro che i turchi al porto. Aver spostato i propri uffici commerciali qui da noi, così come ha fatto la multinazionale Total nelle scorse settimane, rischia di rivelarsi operazione vana. Che te ne fai di tutte queste opportunità se non sei in grado di portarle a sintesi, di accompagnarle verso una prospettiva duratura e di senso compiuto? Taranto non ha una guida politica, questa è la verità. Con chi si parla in questa città se si volesse perseguire un progetto? Chi è l’interlocutore al quale rivolgersi, con il quale imbastire un ragionamento che non risenta del nostro limite atavico: la sterile ordinarietà? Con la monade-Melucci? Neanche per sogno. Con chi divide il mondo in buoni e cattivi: i buoni sono i suoi amici, quelli che non osano muoverli mai una critica, un appunto. Quelli da foraggiare con la pubblicità del cartellone comunale delle iniziative natalizie.Tutti gli altri contribuiscono a gonfiare le fila dei cattivi. Roba da atomo psichico, per l’appunto. Altri – e alti – profili in giro non se ne vedono. Neanche a voler aguzzare la vista. Qualche bravo ragazzo, un manipolo di volenterosi ma niente di più. Le solite consorterie, quelle si, a mendicare un tozzo di pane. A fare anticamera dinanzi a camere che non ci sono più. La nostra classe negligente è tutta qua. E ne andiamo pure fieri…