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Mer, Lug

SINISTRI PRESAGI

SINISTRI PRESAGI

Editoriali di Vincenzo Carriero

Le consultazioni provinciali inguaiano Melucci. Ad aver vinto è, ancora una volta, la confusione dilettantesca. E il vecchio e malandato Ponte Girevole farà sempre più fatica, dopo di ieri, a tenere assieme Piazza Castello e Via Anfiteatro

Aver eletto il nuovo Consiglio provinciale serve a poco. Le Province disegnate dalla mano malferma dell’ex ministro Delrio servono a poco. L’unico risultato al quale si è giunti con le consultazioni di secondo livello, tenute ieri, è quello di aver ingarbugliato ancor di più il già precario quadro politico locale. Prima non si capiva niente, adesso è anche peggio. Divisioni, gelosie appena celate, sgrammaticature da scuola dell’infanzia, solipsismo amministrativo segnano un quadro oltremodo desolante. Bitetti, che è l’azionista di maggioranza della giunta Melucci – e secondo alcuni, nei fatti, il vero sindaco di Taranto - , incassa il voto del Sergente Garcia e Azzaro, suo sodalo a Palazzo di Città, va su tutte le furie. L’esponente Pd, partito al quale il sindaco dice di fare riferimento, non ha gradito il mancato appoggio del primo cittadino. La Tilgher sbatte la porta e se ne va (le dimissione ancorché protocollate nella giornata di oggi come riferito da CosmoPolis, sono state congelate da “Rinaldo in campo”: lo stratega dei due mondi). Motolese sembrerebbe essere il prossimo a seguire l’ormai ex vicesindaco lungo la strada del disimpegno. Con Motolese fuori dalla giunta verrebbe meno anche l’appoggio al governo cittadino di sua madre, il consigliere comunale Galluzzo. Ciraci, tieniti pronto, basta riscaldarsi a bordo campo: sta per arrivare il tuo turno… A destra, o dall’altra parte del campo politico, non si sta di certo meglio. Le consultazioni per il rinnovo del Consiglio provinciale hanno incrinato rapporti che sembravano resistere all’incedere del tempo – e alle sue molteplici contorsioni logiche. Il consigliere De Gennaro, capogruppo di “Idea Indipendente”, alla fine è stata fatta fuori dai suoi stessi amici, che le hanno preferito Festinante. Il sodalizio con Musillo appare, a questo punto, assai compromesso. La Baldassari ha scelto di votare Vietri (che pare abbia incassato anche il voto di Battista e Fornaro) invece che Cannone. Nilo, persona sulla quale in un primo momento sembrava si dovesse convergere come forze di centrodestra, non era gradito al presidente Gugliotti. Ambientalisti che votano convinti industrialisti, la destra che gioca a fare la sinistra, la sinistra che gioca a non fare niente tanto è diventata insulsa ormai, i duri e puri che si scoprono flosci e parecchio impuri. Che casino. Le Province non conteranno niente, ma un risultato l’hanno comunque raggiunto. Tutti sono contro tutti. E il vecchio e malandato Ponte Girevole farà sempre più fatica, dopo di ieri, a tenere assieme Piazza Castello e Via Anfiteatro. Due enti, un solo massimo comun divisore: la confusione dilettantesca.