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Gio, Lug

Lo spirito del garantismo

Lo spirito del garantismo

Editoriali di Vincenzo Carriero

Dichiarare che Tizio è indagato solo perché il suo nome figura tra quelli intercettati telefonicamente è pessimo giornalismo. Affermare che Caio è indagato per il semplice fatto di avercelo sulle scatole è pessimo giornalismo. Spacciare per vere notizie false, senza poterle dimostrare, è pessimo giornalismo. La cultura social-manettara ha pervaso il nostro tempo. E rischia di far rivoltare nella tomba galantuomini del diritto come Beccaria e Calamandrei

Sostituire le Procure con i Tribunali. Confondere le accuse con le sentenze. Considerare la presunzione d’innocenza (o di non colpevolezza, fate voi) sino al terzo grado di giudizio, un superato – e stantio - orpello giuridico dei tempi che furono. Roba da far rivoltare nella tomba galantuomini del diritto come Cesare Beccaria e Piero Calamandrei. Ogni epoca ha le sue coppie d’assi; noi, oltremodo sfortunati, dobbiamo fare i conti con tipi sinistri alla Piercamillo Davigo e Marco Travaglio. Coppia di sassi più che di assi, ma tant’è. Gente che si eccita al solo tintinnio delle manette. La nostra contemporaneità ha espulso dal proprio orizzonte democratico la cultura garantista, la valenza laica della norma. La robusta resistenza del dubbio con il tritacarne di scoop giornalistici, di un malsano circuito mediatico e giudiziario trasformati, molto spesso, in nient’altro che scivoloni dell’indecenza parolaia. La scienza accademica, la giurisprudenza, così facendo, sono finite con l’essere fagocitati nella magia nera dei fremiti social-manettari. Questo clima, che è alla base delle eccitanti e modaiole vulgate populiste e sovraniste, ha pervaso lo spirito del tempo. Ne domina le movenze con il turpiloquio dei fatti senza adeguato riscontro. Più o meno ad ogni latitudine del pianeta. Siamo stati testimoni, anche noi a Taranto, di questo agire farlocco. L’inchiesta che, nelle scorse settimane, ha portato agli arresti dell’ex presidente della Provincia, di imprenditori e dirigenti della pubblica amministrazione è, per l’appunto, un’inchiesta. E non già la pronuncia di una sentenza passata in giudicato. La Procura promuove la pubblica accusa, com’è giusto e normale che sia in uno Stato di diritto, ancorato a presupposti liberali, i tribunali emettono le sentenze. Funzione requirente e funzione giudicante, nel nostro ordinamento, sono ambiti separati. Dichiarare che Tizio è indagato solo perché il suo nome figura tra quelli intercettati telefonicamente è pessimo giornalismo. Affermare che Caio è indagato per il semplice fatto di avercelo sulle scatole è pessimo giornalismo. Spacciare per vere notizie false, senza poterle dimostrare, è pessimo giornalismo. E’ pessimo tutto ciò che non evolve nel suo contrario, corroborato da posizioni equilibrate e non vendicative. Non si confondano i giudizi etico-morali con quelli desumibili dal codice penale, la verità storico-giornalistica con quella giudiziaria. Aveva ragione Dario Ippolito, con il suo Lo spirito del garantismo. Montesquieu e il potere di punire: “E’ un potere tragico, il potere di punire. Protegge, minacciando. Contiene la forza attraverso l’uso della forza (..)”. Che ne abbiamo fatto del garantismo, nel nostro Paese?