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Gio, Lug

Mittal come i Riva? Taranto paga la debolezza delle sue classi dirigenti

Mittal come i Riva? Taranto paga la debolezza delle sue classi dirigenti

Editoriali di Vincenzo Carriero

Gli indiani fanno gli indiani: a Taranto producono. A Taranto sporcano. Le decisioni, però, vengono prese altrove: a Roma, se ci va bene; a Londra, più spesso. Il livello locale, quello che paga il prezzo più alto dal punto di vista ambientale e socio-sanitario, non è tenuto in alcuna considerazione

Ieri i Riva, oggi Mittal. Con l’intermezzo della gestione commissariale. La storia tra Taranto e la grande fabbrica è senza soluzioni di continuità. Da calma piatta con punte di omertà adrenalinica. Tolta la sbornia delle partecipazioni statali, con le storture clientelari elevate a prassi istituzionale, città e industria non hanno mai realmente dialogato. Di rado si sono poste su un piano di parità, di eguale dignità. E’ mancato il confronto, come sarebbe stato logico – e opportuno - attendersi. Qualche politico ha ricevuto laute prebende perché la sua campagna elettorale fosse finanziata, l’imprenditoria del posto si è accontentata –e crogiolata – del SUV assieme al subappalto, la locale squadra di calcio ha tentato invano, in tutti questi anni, qualche importante sponsorizzazione che la sollevasse dal torpore di gestioni a metà tra il ridicolo e il dilettantistico. Oltre l’inquinamento e una forza-lavoro che è andata progressivamente scemando nei suoi valori assoluti, altro non è stato possibile vedere. Abbiamo conseguito il lusinghiero risultato dello zero virgola zero, a voler essere ottimisti: più per vocazione che per intima convinzione. Tutto questo è potuto avvenire, e proliferare, grazie alla debolezza delle nostre classi dirigenti: ceto politico, associazioni di categoria, rappresentanti sindacali, sistema dell’informazione. Una debolezza cronica, reiterata nel tempo, che fa il paio con un livello di litigiosità, e invidia l’uno per l’altro, molto tarantino. La storia sembra non averci insegnato nulla. Ama ripetersi, da questi parti, con un fare solerte. E chissenefrega se si tramuta in farsa. Gli indiani fanno gli indiani: a Taranto producono. A Taranto sporcano. Le decisioni, però, vengono prese altrove: a Roma, se ci va bene; a Londra, più spesso. Qualsiasi esse siano, di piccola come di grande portata. Il livello locale, quello che paga il prezzo più alto dal punto di vista ambientale e socio-sanitario, non è tenuto in alcuna considerazione. Come dargli torto? Con chi dovrebbero parlare? L’anomia istituzionale, che avviluppa Comune e Provincia, che rende la nostra folta rappresentanza parlamentare una puntata interminabile di "Chi l'ha visto?", ha travalicato il livello di guardia dell’imbarazzo pubblico. Mittal come i Riva? Nell’indifferenza nutrita verso la città, nell’alterigia di rapporti pressoché inesistenti, non credo sussistano dubbi a tal proposito…