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Gio, Giu

Più Settimana Santa di così

Più Settimana Santa di così

Editoriali di Vincenzo Carriero

Spendere 111 mila euro per aggiudicarsi le sdanghe è scelta privata che si traspone in fenomeno pubblico. E’ passaggio da introspezione ad esposizione. Da fede a fanatismo, come aveva capito Andy Warhol

Al cuore non si comanda. Neanche alla fede, che del cuore è parente stretto secondo la dottrina cristiana. Tutti gli amori sono irrazionali, difficili da decifrare. Malfermi. Altrimenti che amori sarebbero. Passionali per vocazione, fanatici nel calcolato ritorno d’immagine che perseguono. La crisi – economica e di valori – è un concetto variabile. Proprio come certa geometria politica, cosi in voga negli anni che furono. Specie, poi, se parliamo della Settimana Santa a Taranto: epifenomeno collettivo, al pari della locale squadra di calcio e della birra Raffo (adesso c’è anche quella non filtrata, che goduria). Spendere 111 mila euro per aggiudicarsi le sdanghe (i supporti alla base della statua dell’Addolorata) è scelta privata che si traspone in fenomeno pubblico. E’ passaggio da introspezione ad esposizione. Da fede a fanatismo, come aveva capito Andy Warhol. Una religiosità ricca (di pecunia) è molto meglio di una religiosità abbondante (di valori)? Ad ognuno l’opulenza che preferisce, senza dimenticare l’idolatria del selfie. “Non lo rifarei”, si è affrettato a dichiarare l’arcivescovo Santoro. Non rifarebbe cosa, monsignore? La Settimana Santa è spirito del tempo, suvvia. Terzomondismo casereccio. Amore con-fratello. Non ditelo, però, a Papa Francesco. Disapproverebbe, conoscendolo.