17
Lun, Giu

Rossi di vergogna

Rossi di vergogna

Editoriali di Vincenzo Carriero

Cosa volete che c'entri la costruzione di un nuovo ospedale, su un'area altamente inquinata, con le competenze della locale Asl? Storia di un direttore generale molto generale. Così generale, o forse generalista, da sfidare le conquiste scientifiche della moderna dermatologia

Di grande è grande la Salina. Da Taranto a San Giorgio, lungo l’asse che collega i due comuni, delimitarne l’area non è affatto semplice. Le cose grandi, spazi fisici o pensieri che siano, non sempre però risultano pertinenti alle circostanze fattuali. Di grande è grande la Salina, ma non per costruirci un ospedale nuovo di zecca. Non per il sindaco Melucci, che due mesi fa emanò un’ordinanza di chiusura della zona in questione per gravi anomalie ambientali. Non per Invitalia - l’Agenzia del Ministero per lo Sviluppo economico, che deve assegnare la gara e l’avvio dei lavori salvo ricorsi di chi è arrivato secondo e terzo nella speciale graduatoria dei pretendenti. Un gran pastrocchio, insomma. Degno della confusione interessata, molto interessata, che Leonardo Sciascia in età giovanile avrebbe localizzato in uno spazio geografico al di sotto della linea della palma. Salvo poi ricredersi, a proposito della linea della palma chiaramente. Assieme all’Ilva – o Arcelor Mittal che dir si voglia - , è il nuovo ospedale San Cataldo a far parlare di Taranto in giro per Italia. Salute & Ambiente, dopo anni di strappi e accuse incrociate, con la modernità a fare da spettatrice inconsapevole tra proto-ambientalisti e cripto-industrialisti sul piede di guerra (armatevi e partite!), finalmente hanno trovato una sintesi, un punto d’incontro. La mediazione alta delle imprese epiche e anche un tantino etiliche. L’ospedale, il luogo per antonomasia deputato a preservare la salute pubblica, lo si vuole far nascere su terreni inquinati e paludosi. Più ambiente e salute di così, si muore… La coltre di silenzio che ha caratterizzato questa kafkiana vicenda, dopo la denuncia solitaria dei mesi scorsi prodotta dal nostro giornale, inizia a mostrare le prime, timide crepe. Meglio tardi che mai. Qualche politico inizia a profferire parola. I sindacati ragionano sul da farsi. La locale Confindustria, come d’abitudine, aspetta che a dettarle la linea sia la struttura consorella di Bari. Il direttore generale dell’Asl, non parla. Sceglie un silenzio più rumoroso che religioso; o più religioso che rumoroso, fate voi… In effetti cosa c’entra la costruzione di un nuovo ospedale con le competenze dell’Asl, non credete? Rossi di vergogna! Una reazione allergica che sembra colpire alcune facce più di altre.