22
Gio, Ago

Poltronesifà o si nasce?

Poltronesifà o si nasce?

Editoriali di Vincenzo Carriero

Il valzer delle poltrone da occupare sta per avere inizio. Marinaro in Confindustria, Sportelli in Camera di Comercio (e dove sennò?), Cesareo in Federacciai. Che classe dirigente, signori. Che spessore. Che levatura. Qui si fa la Storia, tenetelo a mente

Musica, maestro. Si faccia presto, il giro di valzer sta per avere inizio. Quello del poltronificio, antico esercizio italico scoperchiato da Banfield con il suo sempre green familismo amorale, anche. Confindustria, Camera di Commercio e Federacciai: sapranno, i nostri supereroi, farsi trovare pronti all’appuntamento? Poltronesifà o si nasce? Nel senso che uno scranno dal quale affacciarsi (attenti alle vertigini!) e poggiare ringalluzziti il proprio di dietro lo si trova per chiunque, soprattutto poi se questo chiunque può fregiarsi del titolo nobiliare di amico degli amici. La nuova monarchia in epoca di ossequi repubblicani – e revisionismi farlocchi - si chiama fedeltà, nepotismo, vocazione ad essere irreggimentati. Il potere – o il prestigio, che poi è la stessa cosa – va esibito, mostrato. Forse, esercitato. Forse, governato. Forse, ma qui siamo realmente alle ipotesi del terzo tipo, condiviso. Con la competenza sconfitta e sepolta da narcisismi e selfie permanenti a fare da contraltare. Antonio Marinaro sarà il prossimo presidente di Confindustria Taranto. Finalmente, è il caso di dire! Mai investitura ha avuto periodo d’incubazione più lungo. Si è persino "strattonato" e calpestato uno statuto pur di non lasciare appiedato, per un intero anno, il suo predecessore in scadenza e attuale reggente: Vincenzo Cesareo. Sull’esito delle votazioni, che si terranno entro la fine di questo mese, non esistono dubbi. Marinaro sarà candidato unico, correrà contro se stesso, neanche fossimo al cospetto di elezioni da celebrare nella Repubblica democratica cinese invece che in un Paese occidentale ed europeo. Il centralismo democratico di vecchio coniò comunista può sempre tornare utile; il liberalismo di un certo liberismo d’atteggio, con il rolex al polso più importante di un saggio di Stuart Mill, a segnare la decadenza del nostro tempo. Trovata una sistemazione a Marinaro dopo tanto penare, cosa facciamo fare a Cesareo? Come lo reimpieghiamo? Con la presidenza della Camera di Commercio, of course. E, in effetti, gli accordi erano questi. Il triumvirato Cesareo-Marinaro-Sportelli poteva marciare spedito verso la meta, baldanzoso e granitico, come sole le carriere prestabilite - e studiane a tavolino - sanno fare. Cesareo in Camera di Commercio, quindi,  a condizione che Sportelli fosse diventato il nuovo presidente dell’Asi che, invece, continua ad essere guidata dall’ex numero due della giunta Florido: Costanzo Carrieri. Nel  gioco dell’oca, in questo gigantesco suk del presenzialismo fine a se stesso, vuoi vedere che rischia di rimanere fuori proprio Sportelli. Impossibile consumare il parricidio. Chi ha così ben guidato l’ente camerale in tutti questi anni, facendo della struttura di Viale Virgilio la cabina di regia dello sviluppo dell’area jonica, il luogo dove alla trama di piccolo cabotaggio si è preferita sempre e comunque l’alta progettualità, non possiamo ritrovarcelo ai giardinetti pubblici. Che fare, allora? Semplice: Sportelli non si muove, resta al suo posto, straccia il patto precedentemente sottoscritto. E Cesareo? Cosa facciamo fare a Cesareo? Il presidente di Agromed, incarico ottenuto nei mesi scorsi? Il consigliere di amministrazione in Asi, in quota Camera di Commercio? Troppo poco per un personaggio di tale levatura, non credete? Ci vuole un incarico di prestigio nazionale. La presidenza di Federacciai, per esempio. Magari attraverso l’appoggio di Arcelor Mittal; con gli indiani, che almeno in questa circostanza, si spera non facciano gli indiani. L'assemblea dell'organismo confindustriale si terrà a Taranto il prossimo 21 giugno. Sapete dove? All’interno dello stabilimento ex Ilva. Sarà un caso o siamo alla vigilia di un’investitura ufficiale? Va in porto, Cesareo? Speriamo, per la gioia sua e di noi tutti. Quando proprio non riesci a dartela una classe dirigente, puoi sempre fingere di averne una.