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Lun, Nov

Chi ha interesse ad allungare le mani sul tesoretto della Corbelli?

Chi ha interesse ad allungare le mani sul tesoretto della Corbelli?

Editoriali di Vincenzo Carriero

Le bonifiche nel capoluogo jonico ridotte ormai ad un tentacolare gioco di potere. Regione e Comune contro la gestione commissariale. Perchè? Rileggere Giovanni Falcone per capire come la storia dell'umanità, nonostante tutto, rimanga fedele a se stessa

Segui la via dei soldi e capirai la storia degli uomini, qualsiasi cosa essi facciano. Bene o male, legale o illegale, in superficie o in profondità, poco importa. Gli ambiti etici e morali sono residuali in casi del genere. E, la linea di demarcazione, è assai labile quando si accendono gli appetiti umani. Il genio investigativo di Giovanni Falcone, il suo sguardo per i particolari mai banali (altrimenti che particolari sarebbero!), si è fatto metodo, è divenuto traccia, solco da occupare con curiosa e sfrontata intelligenza. Di soldi per le bonifiche da realizzare a Taranto, ce ne sono molti. Più di quanto si possa pensare; più di quanto un racconto politico-giornalistico, raffazzonato e interessato al tempo stesso, sia in grado e abbia voglia di rappresentare. Bisogna rintracciare le vie (dei soldi), che in questo caso sono più di una, per capire cosa sta consumandosi nella città più industrializzata del Mezzogiorno, quali interessi si celino dietro il passaggio da processi di posticcia postmodernità ad un avvenire claudicante, avvolto in una nebulosa di urticante chiacchiericcio. La moneta contante rinviene da capitoli del bilancio statale, da misure finanziarie in capo alla Regione, da alcune delibere Cipe confluite nel Cis – il Contratto istituzionale di sviluppo pensato per risollevare le sorti economiche e sociali del capoluogo jonico. Chi gestisce tutto ciò – o comunque buona parte di queste misure? Il commissario per le bonifiche, il segretario generale del distretto idrografico denominato “Appennino meridionale” (in Europa di questi organismi ne sono stati costituiti 110, grazie ad una direttiva del 2006): la geologa, Vera Corbelli. Piano piano ci stiamo avvicinando alla famigerata via, al cammino per Santiago di Compostela con sosta obbligata a Taranto. Regione Puglia e Comune di Taranto, Big Michele e il perdente di successo di base a Palazzo di Città, vorrebbero gestire loro questa enorme massa di denaro. In piena autonomia, senza “estranei” tra i piedi. Da padre a figlio (ritrovato), insomma. Si scagliano contro la Corbelli, un giorno sì e l’altro pure, attraverso giornali dall’imparzialità adamantina, mediante dirigenti dalla posa sobria e dall’eloquio da Pop Art come l’ingegnere Valenzano, capo-dipartimento degli affari ambientali per la Regione. Il momento è dei più propizi: il mandato della Corbelli scadrà il prossimo 7 luglio; e, in alcuni ambiente politici, si fa il tifo perché l’incarico non venga rinnovato. Le bonifiche a Taranto sono nient’altro che un gioco di potere. Di un potere opaco e tentacolare. L’ennesimo giro a vuoto consumato da istituzioni fameliche e gravide. Forse l’ultima – e vera (Corbelli) – occasione per svoltare davvero. Basta seguire la via dei soldi per rendersene conto.