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Lun, Nov

L'oncoematologia pediatrica di Taranto porti il nome di Nadia

L'oncoematologia pediatrica di Taranto porti il nome di Nadia

Editoriali di Vincenzo Carriero

In un giorno cosi funesto, sarebbe bello ricordare il gesto coraggioso di una giovane donna per la nostra città. Il reparto fatto nascere al Santissima Annunziata è opera sua e della generosità di tanti tarantini. Siamo sicuri che lei approverebbe

Taranto e Nadia Toffa: un legame indissolubile. Reso ancora più forte, suggestivo, nel giorno del suo ultimo saluto. Nato – e alimentatosi - nella comune avversione verso le tante ingiustizie alimentate dal gioco fasullo del giorno dopo giorno. In un Mezzogiorno preda d’interessi bulimici e viceré in costume da bagno che lei, da bresciana, da donna del Nord, combatteva più - e meglio – dei tanti fieri meridionalisti in giro. Taranto, corre l’obbligo ricordare, proprio in questa giornata così funesta, ha qualcosa che somigli molto alla lontana ad un reparto di onco-ematologia pediatrica, al Santissima Annunziata, grazie alla caparbietà di questa donna. E dei tanti tarantini che, grazie al suo esempio, hanno voluto accompagnarla nella raccolta fondi, nella donazione di denaro che servisse ad alleviare le sofferenze dei bambini della nostra città e della sua provincia. Se avessimo aspettato Emiliano, il direttore generale Rossi, la politica tutta (con i componenti locali di quel ridicolo collegio di esperti pugliesi…) stavamo freschi. Costoro sono bravi solo a tagliare i nastri, anche quando le opere realizzate non riguardano loro. Nadia Toffa, oltre ad essere cittadina tarantina, meriterebbe che quel reparto porti il suo nome da questo momento in poi. Siamo sicuri che ne sarebbe lieta. E anche noi assieme a lei.